Attualità
16 Luglio 2022
Il vademecum consegnato ai detenuti dell’Arginone. Zappaterra: “Il sovraffollamento dovrebbe essere affrontato con maggiore decisione”

‘Codice ristretto’, una guida per orientarsi in carcere

di Redazione | 2 min

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Si chiama ‘Codice ristretto’, una guida creata a vantaggio delle persone detenute per orientarsi nel labirinto della disciplina dell’ordinamento penitenziari.

Il vademecum è stato consegnato ai detenuti del carcere di via Arginone da una delegazione di rappresentanti istituzionali della Regione per promuovere il tema dei “diritti in carcere” e denunciare il sovraffollamento negli istituti dell’Emilia Romagna. Presenti davanti ai cancelli della struttura la consigliera regionale Marcella Zappaterra, i rappresentanti delle Camere penali Antonio Vesce, Ettore Grenci e Filippo Barbagiovanni Gasparo.

“Un modo per aiutare i detenuti – spiega il responsabile della Camera Penale di Ferrara Filippo Barbagiovanni Gasparo – nella concreta attuazione dei loro diritti, per far capire loro quando e come possono ottenere un beneficio penitenziario”. “Anche perché – come specifica Ettore Grengi, responsabile della Camera Penale di Bologna – spesso i detenuti fanno istanze senza gli avvocati, con l’ausilio degli educatori o di altri detenuti”.

Il codice è stato compilato e presentato un anno fa, e aggiornato a giugno di quest’anno con le nuove dichiarazioni della Corte Costituzionale, è quindi un documento in continua evoluzione.

All’incontro hanno presenziato anche Antonio Vesce della Camera Penale di Ferrara e la consigliera regionale Marcella Zappaterra.

“Il codice è utile – afferma Zappaterra– anche perché spiega come accedere misure alternative al carcere, anche in Emilia Romagna uno dei problemi più grandi è il sovraffollamento delle carceri, e l’amministrazione penitenziaria non l’ha ancora risolto”.

“Il sovraffollamento dovrebbe essere affrontato con maggiore decisione – aggiunge la dem – perché è un problema per le guardie penitenziarie, perché non ci sono risorse adeguate rispetto al numero dei detenuti, e vi sono problemi sanitari e di gestione. Il sovraffollamento è problematico soprattutto per il percorso di reinserimento del detenuto nella vita quotidiana. Altro problema è che molti detenuti scontano la pena lontano dal luogo in cui devono reinserirsi”.

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