È stato rinviato a giudizio per violenza sessuale sulla sorellastra minorenne. Lui aveva 35 anni e lei 16 quando una pattuglia dei carabinieri sorprese i due che hanno il padre in comune nei sedili posteriori della sua auto, parcheggiata dietro un piccolo cimitero di provincia.
Lei era semivestita e lui la stava palpeggiando. Questo secondo la denuncia che redigeranno di ufficio i carabinieri nel marzo 2008. A complicare, o ad aggravare, la vicenda, ci sono i problemi psichici di cui soffrirebbe la giovane, oggi 18enne, che comunque ha testimoniato davanti al giudice in incidente probatorio.
La ragazza, difesa dall’avvocato Riccardo Caniato che si è costituito parte civile per lei e per i suoi genitori, avrebbe detto in quella circostanza che si trovava in quella situazione con il fratellastro non per sua volontà.
Una storia sulla quale avanza molti dubbi l’avvocato difensore, Patrizia Micai. A cominciare dalle dichiarazioni della vittima, che “non ha mai confermato di aver subito violenze, nemmeno in incidente probatorio”. Altre divergenze il legale le riscontrerebbe sulla supposta parziale incapacità della giovane: “si dice che è incapace ma poi si costituisce parte civile; credo poi che la perizia andasse affidata a un neuropsichiatra e non a uno psicologo, per valutare la sua capacità di stare in giudizio. Anche dopo che i carabinieri hanno portato la minore al pronto soccorso non è stato riscontrato nulla”.
L’avvocato assicura poi che il proprio assistito, da due anni ormai “è una persona distrutta; si trova coinvolto in qualcosa di terribile che non ha mai fatto; per la sorellastra si è sempre reso disponibile, le ha cercato un lavoro, l’ha aiutata nella sua difficile situazione famigliare, che la vede dal 2002 seguita dal tribunale dei minori”.
Per accertare le condotte che gli vengono contestate, il gup Piera Tassoni lo ha rinviato a giudizio. La prima udienza è fissata al 24 marzo.
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