Dopo le diffuse mobilitazioni studentesche dei mesi recenti, il sentimento di protesta si è tutt’altro che indebolito, arrivando infine nel territorio ferrarese.
Anche qui i giovani aderenti a Osa (Oppisizione Studentesca d’Alternativa) – che venerdì hanno manifestato davanti all’Ufficio scolastico provinciale – richiedono sempre con maggiore forza che i propri diritti siano tutelati, sia in quanto studenti che cittadini. Prima di tutto, chiedono sicurezza. Nella nostra provincia, gli studenti si trovano sempre più spesso a seguire le lezioni in ambienti insicuri e condizioni disagevoli. Queste problematiche si riflettono inevitabilmente nella qualità dell’apprendimento, mettendo inoltre a rischio il personale scolastico.
Poi, richiedono libertà di espressione. “In molte scuole infatti – dicono i manifestanti – la dirigenza continua a limitare la democrazia, ostacolando l’organizzazione di assemblee e impedendo le affissioni, entrambi diritti fondamentali di tutti gli studenti”. Infine, domandano rispetto: “Dopo due anni di crisi delle istituzioni, come conseguenza della pandemia, la scuola continua a esigere una costante attenzione, anche al di là degli orari curricolari tramite l’utilizzo di strumenti virtuali. Ciò avviene chiaramente a discapito della salute fisica e psicologica dei giovani, e del reale obiettivo della scuola, quello dell’emancipazione dell’individuo e lo sviluppo di una coscienza critica”.
E’ per tutti questi motivi che il 18 marzo scorso vi è stato un presidio davanti all’Ufficio Scolastico, dove gli studenti di Osa hanno formulato le loro richieste. “Questo – dicono – è l’inizio di un movimento studentesco anche nella provincia di Ferrara, nonostante il lungo periodo di immobilismo politico”.
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