di Andrea Pieroni
Le crudeli violenze dei nazifascisti, i milioni di cittadini uccisi nei campi di concentramento e le atrocità di quegli anni, “crimini indelebili nella memoria collettiva che non devono essere dimenticati né perdonati“. È il monito che da piazza Trento Trieste, durante le celebrazioni per l’81esimo anniversario della Liberazione, ha lanciato Roberto Cassoli, presidente Anpi Ferrara, sottolineando il ruolo della Resistenza “come movimento di popolo in cui donne, uomini, civili e operai, hanno lottato per la libertà e la democrazia, sacrificando vite umane per liberarci dalla violenza e dell’odio”. E con loro “anche i tanti soldati italiani che rifiutarono l’alleanza con i nazisti, oltre che le truppe alleate che, sacrificando i loro uomini, liberarono l’Italia”.
La cerimonia è iniziata alle 10 con l’alzabandiera e gli onori militari sul sagrato della Cattedrale. A seguire la deposizione di corone al sacrario dei caduti per la libertà alla Torre della Vittoria da parte delle autorità civili e politiche, delle associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma.
A prendere la parola è stato il prefetto Massimo Marchesiello: “Questa giornata è un invito alla pace, alla democrazia e alla libertà che spesso e volentieri diamo per scontata, ma così non è. Il 25 Aprile vuol dire commemorare quello che è successo e spero che i ragazzi e i giovani abbiano consapevolezza di quello che li ha preceduti e di quello che potrebbe aspettarli se non hanno coesione e soprattutto ricerca del dialogo. Oggi, siamo circondati dai luoghi che furono teatro di quelle ore decisive, prima della Liberazione, e viviamo un’epoca in cui le voci di chi visse quei giorni stanno diventando sempre più rare. Pertanto abbiamo il dovere di trasformare quegli spazi, quei luoghi, in memoria viva”.
Per Giovanni Barricelli, rappresentante della Consulta Provinciale degli Studenti, il 25 aprile è una data “che ha l’onere di unire tutti gli studenti e non solo. Non deve essere utilizzata come motivo di scontro ma di unità per tutti”. “È una ricorrenza che invita, prima di tutto, al rispetto per chi ha combattuto e sofferto, e che ha perso la vita in uno dei periodi più difficili della nostra storia” ha sottolineato, aggiungendo quindi che “non bisogna semplificare o usare il passato per dividere ma bisogna riconoscere la complessità di quegli anni con serietà e senso di responsabilità”.
“La giornata del 25 aprile deve essere una giornata di festa, una giornata di riconciliazione, una giornata che mette in condivisione i valori della patria, i valori della resistenza contro il nazifascismo” ha affermato successivamente Francesco Bertelli, a nome delle associazioni combattentistiche e d’arma. “Questa festa rappresenta per i giovani un momento importante e un’occasione per rendere Ferrara ancora più bella. Oggi la Repubblica celebra un sentimento di libertà che costituisce il pilastro della nostra identità” ha continuato Bertelli, ricordando come – dopo gli anni della dittatura – l’Italia abbia trovato il riscatto e l’unità con le forze democratiche europee che si contrapposero al nazifascismo, contribuendo alla costruzione di una “società basata sulla democrazia, che essa stessa si impegna ancora oggi a difendere e salvaguardare”.
A parlare a nome dell’amministrazione comunale è stato l’assessore Marco Gulinelli, in sostituzione del sindaco Alan Fabbri che, assente, ha affidato il proprio intervento ai canali social: “Quella di oggi è una celebrazione di tutti e questo ci rende al di là dei pareri, dei comportamenti e degli atteggiamenti, tutti uniti. Non basta solo celebrare la memoria, è importante cercare di non perdere i valori che questa giornata ci tramanda .In un contesto globale segnato da conflitti e sofferenze, il ricordo della Liberazione assume un significato ancora più profondo. Ci ricorda l’importanza di difendere la democrazia, promuovere il dialogo e respingere ogni forma di violenza. La libertà conquistata deve tradursi in un impegno concreto per costruire un mondo più giusto e pacifico”.
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