Cronaca
20 Ottobre 2010
L’uomo, protagonista dell’esplosione di via Arginone, era stata raggiunto in carcere dall’ordinanza

Annullato l’ordine di arresto per Salvatore Rho

di Marco Zavagli | 2 min

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Annullata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Salvatore Rho. Il giudice Andrea Scarpa del tribunale del riesame di Bologna ha accolto l’impugnazione del provvedimento fatta dal difensore, l’avvocato Carlo Bergamasco.

Salvatore Rho, napoletano di 39 anni, attualmente detenuto nel carcere di Piacenza, è famoso in città per essere stato l’involontario protagonista dell’esplosione (accidentale, come appureranno in seguito gli inquirenti) della Fiat 600 su cui viaggiava avvenuta l’11 aprile del 2007 in via Arginone. All’epoca Salvatore Rho, detenuto in semilibertà (doveva scontare 30 anni di carcere per omicidio e rapine) di rientro da una licenza di 5 giorni trascorsa a Napoli presso i familiari, si stava recando presso una ditta dove lavorava in qualità di operaio.

Rho si era fermato in un bar poco distante per prendere un caffè. All’uscita sarebbe salito sulla sua Fiat 600 blu ma dopo pochi metri, saltò fuori dall’abitacolo. La prontezza di riflessi gli salvò la vita perché quasi all’istante la vettura esplose. Della Fiat 600 rimase ben poca cosa e le schegge dello scoppio raggiunsero anche le case vicine mandando in frantumi i vetri delle finestre.

A seguito dell’esplosione Rho aveva riportato ferite alle gambe, alla schiena e ai glutei, lesioni per le quali era stato ricoverato in ospedale. 

I successivi accertamenti di polizia e carabinieri avrebbero accertato che fu lui stesso a collocare sulla propria autovettura le sostanze esplosive, seguendo secondo le indagini un vero e proprio disegno criminoso, allora ancora tutto da ricostruire.

Gli indizi raccolti da carabinieri e squadra mobile, coordinati dal pm Barbara Cavallo, spinsero il gip di Ferrara ad accogliere la richiesta di ordinanza di custodia cautelare in carcere per lo stesso Rho e per il suo cognato, Giuseppe De Gaetano. I due secondo le accuse sarebbero coinvolti in un traffico di droga.

A Rho venivano contestati la detenzione e il trasporto di una quantità imprecisata di materiale esplosivo del tipo “dinamite gelatina”, per un peso complessivo variabile fra i 260 ed i 420 grammi; l’aver cagionato l’incendio dell’auto conseguente all’esplosione del materiale esplosivo e, quale conseguenza non voluta, delle lesioni personali ad una persona; la detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti, 260 grammi di cocaina (fatto quest’ultimo avvenuto a Ferrara nel mese di gennaio 2007).

Ora però tutto sembra fermo, dopo la decisione del riesame, che segue quella del primo gip che già si era dichiarato incompetente per territorio. In attesa delle motivazioni dell’annullamento, intanto, può cantare vittoria la difesa di Rho, che aveva sostenuto come il provvedimento “non fosse suffragato da indizi sufficienti – spiega l’avvocato Bergamasco -; è un risultato importante, perché ci trovavamo di fronte a un processo indiziario. Ora attendiamo le motivazioni”.

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