Comacchio
25 Luglio 2021
Il gruppo consiliare si scaglia contro il presidente del Consiglio comunale per una "commissione d'inchiesta tenuta nascosta e i Consigli imposti senza alcun confronto"

PerFare contro Carli: “O si cambia rotta subito oppure dimissioni”

di Redazione | 2 min

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Comacchio. “O si cambia rotta subito o chiederemo le dimissioni” è l’aut aut che Alberto Righetti, capogruppo di PerFare, ha rivolto nei confronti del presidente del Consiglio comunale Pier Paolo Carli.

“Le gocce che hanno fatto traboccare il vaso – spiega Righetti- sono state una richiesta di commissione consiliare d’inchiesta tenuta nascosta e i consigli puntualmente imposti senza alcun confronto. Ancora una volta con un preavviso di poche ore si decidono arbitrariamente calendario e fasce orarie che mettono in difficoltà chi svolge con passione e serietà il ruolo assegnato dai cittadini”.

E aggiunge: “Non è la prima volta che in questi mesi ci sono stati fatti gravi, lacune e mancanze da parte del presidente. I cittadini ormai non sanno più come procede la vita del più importante organo istituzionale della Città, perché capita spesso che alle convocazioni non sia data adeguata pubblicità. Lo stesso dicasi per la mancanza di trasparenza nello svolgimento delle commissioni a porte chiuse, già condannata dal difensore civico regionale e mai ottemperata in violazione di legge”.

“Altri fatti però sono risultati molto gravi – sottolinea -. A partire dalle bizzarre interpretazioni del regolamento, dalla mancata iscrizione o tardiva discussione (anche 6 mesi) di interrogazioni della minoranza, dall’errato deposito del bilancio di previsione che ha causato un grave ritardo e danno per l’ente, alla costante deroga (o meglio violazione) del regolamento consiliare per consentire alla maggioranza in caso di necessità di proseguire i lavori o per zittire all’occorrenza l’opposizione. Abbiamo più volte, con garbo e rispetto istituzionale, fatto presente questa situazione di contrazione di libertà di espressione”.

Righetti incalza: “Grave poi, se confermato, il fatto, di cui siamo venuti a conoscenza pochi giorni fa, secondo cui, ormai quasi due mesi fa, sarebbe stata depositata una richiesta di commissione consiliare d’inchiesta, da parte di un membro della maggioranza, e che sarebbe stata tenuta nascosta. Una richiesta di un consigliere di  maggioranza di indagare su fatti inerenti la sua stessa giunta e  amministrazione; istanza mai discussa e mai trasmessa al consiglio comunale. Cosi proprio non va. Purtroppo, ancora una volta, ci troviamo a dover stigmatizzare l’atteggiamento della figura del presidente del consiglio comunale rispetto all’equo trattamento riservato ai rappresentanti istituzionali in seno all’assemblea civica di Comacchio”.

L’avvertimento è chiaro: “Qualora ancora una volta le nostre istanze rimangano inascoltate – conclude Alberto Righetti -, oltre ad esporre i fatti nelle sedi opportune, la nostra fiducia già espressa nel corso della sua elezioni a presidente del consiglio verrà a meno, in quanto già da tempo, a nostro avviso, si dimostrato incapace di esercitare l’alto incarico istituzionale affidatogli e di non essere in grado di garantire il corretto dialogo tra maggioranza e minoranza”.

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