Tragico incidente stradale nella serata di sabato 20 giugno a Ferrara. Intorno alle 21.20, in via Copparo, poco oltre il Centro Spal, due automobili si sono scontrate e una persona ha perso la vita
I residenti di piazza Ariostea passano dalle proteste alle vie legali. E' stata infatti depositata una querela ai sensi dell'articolo 659 del codice penale, secondo comma, per disturbo del riposo delle persone in relazione a tre dei quattro concerti ospitati dal Ferrara Summer Festival
Il Comitato dei Condòmini del Grattacielo di Ferrara avvia un'offensiva legale contro amministratore e direttore dei lavori, accusandoli di inerzia e ostruzionismo mentre 150 famiglie restano ancora fuori casa
Agli Emergency Days la presentazione del libro “Hanno ucciso Habibi” di Aila Shrouq e la testimonianza dell’infermiere Emergency Riccardo Sartori hanno raccontato il dramma quotidiano e la resilienza della popolazione di Gaza
Con un'ordinanza pubblicata lo scorso 15 giugno, la Corte di Cassazione ha disposto un nuovo esame della controversia tra l'ex vicesindaco Nicola Lodi e l'imprenditore ferrarese Massimo Veronesi, coinvolto anni fa in un'indagine - poi archiviata - che era nata da un esposto sulla gestione del campo nomadi a Pontelagoscuro
C’era anche un boss della mafia pugliese tra i tre autori della rapina alla filiale di Bosco Mesola di BancAdria-Credito cooperativo del Delta, tutti condannati martedì 4 maggio in abbreviato a sei anni di reclusione.
Gli imputati erano Claudio Cipriani, friulano di 41 anni; Davide Saccottelli anche lui 41enne, originario di Cerignola (Foggia) e l’autista Giuseppe Gallone, 45 anni originario di Trinitapoli (provincia di Barletta-Andria-Trani), noto alle cronache del sud Italia per essere il capoclan del gruppo Gallone-Carbone di Trinitapoli, a nord di Bari.
Tutti e tre vennero catturati e arrestati dai carabinieri un anno e mezzo dopo il colpo, avvenuto a gennaio del 2019.
Giuseppe Gallone fotosegnalato dopo l’arresto
Il 16 gennaio di quell’anno, verso mezzogiorno, Cipriani e Saccottelli entrarono nella banca di piazza Vittorio Veneto con il volto semi coperto, uno di loro armato di taglierino. Dopo aver minacciato e immobilizzato parzialmente il direttore e il cassiere con delle fascette di plastica, portarono via più di 43mila euro in contanti, facendosi aprire la cassaforte e un cassetto (dove c’erano altri 235 euro), dandosi poi alla fuga in sella a due bici, con le quali erano arrivati sul luogo della rapina.
La vera fuga avvenne però a bordo di una Ford Kuga, inquadrata da varie telecamere di sorveglianza, al cui volante c’era – secondo l’accusa e anche secondo il gup Carlo Negri – proprio Giuseppe Gallone, il boss di Trinitapoli.
Proprio su di lui, residente a Lido di Volano, si concentrarono i primi sospetti dei carabinieri: sotto la sua abitazione, dove era ai domiciliari, mezz’ora circa dopo la rapina, i carabinieri notarono la presenza di una Ford Kuga di colore nero, con il cofano motore era ancora caldo, segno che l’auto era stata utilizzata di recente.
Pochi minuti dopo un uomo uscì dalla casa e si mise alla guida della Ford, immediatamente pedinata dai carabinieri che decisero di fermarlo con l’ausilio di un equipaggio del Nucleo Radiomobile appositamente allertato. Alla vista dei militari, però, l’auto forzò il posto di blocco riuscendo a far perdere le proprie tracce.
I carabinieri si recarono dunque nell’abitazione di Gallone per una perquisizione: trovarono i capi d’abbigliamento utilizzati dai rapinatori (pantaloni, maglie, berretti e guanti), il taglierino, le fascette da elettricista, una borsa di plastica flessibile, di colore blu, con una prima etichetta “BancAdria – Credito Cooperativo del Delta” e un’altra con la scritta “Filiale di Bosco Mesola”.
Al momento il solo Cipriani si trova ristretto in carcere, mentre Gallone è ai domiciliari e Saccottelli è ospite di una comunità.
Per loro la pm Lisa Busato aveva chiesto una condanna a 9 anni.
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