Ai domiciliari il fondatore Giancarlo e la moglie Franca Mingotti, in carcere il figlio Cristiano con il consulente fiscale Luigino Bellusci. Sequestri per oltre 3,5 milioni di euro
Gruppo Cavicchi, arrestati patron, moglie e figlio: accuse di bancarotta e autoriciclaggio
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Cento. I militari dalla Guardia di finanza di Roma hanno arrestato Giancarlo Cavicchi, 81 anni, originario di XII Morelli, patron dell’omonimo gruppo attivo in vari settori tra i quali quello della gestione di alberghi, ristoranti e attività turistiche finito del mirino degli inquirenti.
Cavicchi, su disposizione del Gip capitolino, è agli arresti domiciliari insieme alla moglie Franca Mingotti, 78 anni. Custodia cautelare in carcere invece per il figlio, Cristiano Cavicchi, 50 anni, e per il consulente fiscale, Luigino Bellusci, 62 anni.
Sono tutti indagati per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.
L’autorità giudiziaria ha, altresì, disposto la misura interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese per la durata di 12 mesi nei confronti di 7 compiacenti “prestanome”, posti fittiziamente al vertice di alcune imprese per dissimularne la riconducibilità agli arrestati, nonché il sequestro preventivo di somme, beni immobili e mobili per oltre 3,5 milioni di euro.
Il provvedimento trae origine dalle indagini delegate al Nucleo di polizia economico finanziaria a seguito della dichiarazione di fallimento di due società del gruppo.
Secondo gli inquirenti il sodalizio composto dai membri della famiglia Cavicchi, avvalendosi della partecipazione attiva di Bellusci, che collaborava per suggerire e attuare gli “aggiustamenti contabili” ritenuti necessari, ha posto in essere numerose operazioni volte al depauperamento delle società in difficoltà, a favore di altre neo-costituite per poter continuare, prive dei debiti accumulati nei confronti dei lavoratori, dei fornitori e dell’Erario, nella gestione delle strutture ricettive e degli esercizi di ristorazione siti nella Capitale e in provincia di Bologna.
Nel corso delle investigazioni sono stati ricostruiti pagamenti disposti dai conti di una delle due società fallite a favore di altre imprese riconducibili allo stesso dominus, in assenza di alcuna giustificazione economica, per quasi 3 milioni di euro, che costituiscono le somme oggetto del reato di autoriciclaggio.
È stato inoltre accertato l’omesso versamento della tassa di soggiorno per oltre 500.000 euro al Comune di Roma, in ragione del quale i coniugi Cavocchi sono indagati anche per peculato.
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