Gio 19 Nov 2020 - 227 visite
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Goro e le concessioni per le vongole: “Bene i controlli mirati ma si dovrà approfondire”

Il consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica) parzialmente soddisfatto della risposta alla sua interrogazione

Marco Mastacchi (Rete Civica)

Goro. Si è riunita la Commissione II dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna chiamata a discutere e a rispondere, tra le altre, all’interrogazione a risposta orale del consigliere di Rete Civica Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi riguardo l’efficacia dei controlli sulle concessioni demaniali per la venericoltura in Sacca di Goro.

Nella Sacca di Goro, territorio d’allevamento della vongola verace, un’eccellenza made in Emilia-Romagna, ad ogni operatore/pescatore viene assegnata un’area definita su cui poter lavorare: circa 8000 mq per addetto e 6000 mq per addetto se operanti lungo le zone dette “Dighe” in Comacchio o 3900 mq se la concessione è in zona “Basson”, ma in questa stessa area le cooperative concessionarie nella quasi totalità hanno un rapporto superficie/addetti ben al di sotto degli 8000 mq, e si attesta di fatto sui 5000 mq per addetto.

In particolare era stata sottoposta all’attenzione dell’Assemblea l’importanza di una tempestiva rideterminazione e riassegnazione delle aree in caso di riduzione degli operatori. Alcune cooperative possono eccedere nelle superfici demaniali concesse o essere in sotto assegnazione.

Titolare della disciplina delle concessioni demaniali è la Regione che ha dunque l’incarico del controllo, forte anche del Dgr 2360/2019 all’art. 7 che prevede che entro e non oltre 60 giorni dal momento della riduzione degli addetti si debba provvedere alla rideterminazione della superficie concessa e nel caso di mancata comunicazione sia la stessa amministrazione regionale a intimare all’impresa concessionaria di provvedere alla riduzione dell’area. In caso di inottemperanza l’amministrazione provvede alla declaratoria di decadenza della concessione stessa. La mancata tempestiva esecuzione di tale provvedimento dà luogo a disparità di trattamento che penalizzano pesantemente alcuni a favore di altri, come è facilmente immaginabile.

In risposta all’interrogazione l’assessore Mammi ha chiarito che la quantità di metri quadri a cui si è fatto e si fa riferimento definiscono solo i limiti massimi di specchio d’acqua concedibili per addetto e non escludono in alcun modo che i richiedenti possano avere in concessione una superficie inferiore. Laddove però le cooperative eccedano nelle superfici demaniali concesse per il venir meno del numero di addetti, entra in vigore il Dgr 2360/2019 all’art. 7 di cui sopra.

I controlli della Regione sono fatti a campione ma sono stati attivati controlli mirati su segnalazione dell’interrogazione del consigliere Mastacchi. I risultati dei controlli verranno comunicati non appena disponibili.

“L’assicurazione da parte dell’assessore Mammi di aver attivato ulteriori controlli oltre a quelli previsti per norma – commenta Mastacchi – mi lascia soddisfatto della risposta, ma non è soddisfacente la soluzione alla risposta. Credo che su questo argomento si dovrà tornare per affrontarlo in modo più approfondito”.

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