Politica
29 Luglio 2026
Una delegazione di Fratelli d'Italia ha visitato la sede ferrarese dell'azienda, incontrando i lavoratori dopo la notizia dell'avvio della procedura che potrebbe portare alla chiusura dell'attività

Crisi Coperion. Balboni: “Licenziamenti scelta inaccettabile e indifendibile”

di Redazione | 3 min

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Nella mattina di martedì 28 luglio una delegazione di Fratelli d’Italia Ferrara si è recata presso la sede ferrarese di Coperion per incontrare i lavoratori dell’azienda, dopo la notizia dell’avvio della procedura che potrebbe portare alla chiusura dell’attività e al licenziamento degli 80 dipendenti del sito. Una decisione che ha suscitato profonda preoccupazione e incredulità, considerato che la realtà ferrarese rappresenta un’eccellenza altamente specializzata, con progetti in corso, personale qualificato e risultati economici positivi.

Alla visita hanno partecipato il presidente provinciale del partito, nonché vicesindaco di Ferrara, Alessandro Balboni, il consigliere regionale Fausto Gianella, la capogruppo in consiglio comunale Iolanda Madeo, il vicepresidente della Provincia di Ferrara Alessandro Guaraldi e il presidente provinciale di Gioventù Nazionale Giacomo Barile.

“La delegazione – si legge nella nota stampa inviata alle redazioni – ha voluto esprimere personalmente la propria vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie, raccogliendo le loro preoccupazioni e ribadendo l’impegno a mettere in campo ogni iniziativa istituzionale utile per scongiurare la chiusura dello stabilimento. Una scelta che appare incomprensibile anche alla luce del fatto che il fondo statunitense Lone Star aveva acquisito il gruppo soltanto lo scorso anno, investendo anche sulla sede di Ferrara attraverso nuove assunzioni di ingegneri specializzati. Per questo la decisione rappresenta un vero e proprio fulmine a ciel sereno, che ha lasciato stupiti anche i fornitori e l’intero tessuto economico locale. Ai dipendenti, inoltre, non è stata data alcuna possibilità di confrontarsi con la proprietà prima dell’annuncio della procedura”.

“La scelta della proprietà di procedere a 80 licenziamenti è inaccettabile e indifendibile – dichiara Alessandro Balboni -. Di fronte a una realtà in utile, che continua a produrre, non possiamo accettare che prevalgano esclusivamente logiche da speculazione finanziaria. Faremo la nostra parte e solleciteremo tutte le istituzioni affinché si faccia rete per dare forza a questa battaglia e difendere i dipendenti. Siamo pronti a coinvolgere il Ministro delle imprese del made in Italy, Adolfo Urso”.

“Su una vicenda come questa – prosegue Balboni – non devono esistere divisioni politiche. Ieri è stata approvata all’unanimità in Consiglio Comunale la mozione della capogruppo Madeo per l’apertura di un tavolo di confronto permanente con azienda e organizzazioni sindacali per evitare la chiusura dell’attività. Questo è solo il primo passo, ci muoveremo anche in Regione insieme al consigliere Fausto Gianella, perché maggioranza e opposizione collaborino nell’interesse del territorio. Se la proprietà ritiene di non voler più investire, è legittimo chiedersi perché non venga valutata una soluzione alternativa, come la cessione dell’azienda, anziché la sua chiusura. Difendere imprese sane, competenze e lavoratori significa difendere il futuro del nostro territorio e dell’intero sistema produttivo europeo, che non può essere indebolito da decisioni dettate esclusivamente dalla finanza. Dobbiamo tutelare i nostri interessi e i nostri posti di lavoro, è necessario che tutte le istituzioni facciano rumore sul tema per impedire la chiusura dell’azienda”.

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