Argenta, ai domiciliari l’infermiere indagato per omicidio in ospedale
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
C'è anche il 56enne ferrarese Alberto Cervellati tra i dieci dei dodici indagati iniziali per cui la Procura di Ravenna ha formulato richiesta di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l'ultima delle tre alluvioni
Pauroso incidente stradale a Ponti Spagna, frazione di Bondeno, dove un uomo di 71 anni è rimasto gravemente ferito dopo aver perso autonomamente il controllo della propria moto da cross, cadendo a terra
Dopo aver vinto nel dicembre 2024 la categoria cruising della regata Atlantic Rally for Cruisers (Arc), partendo dalle Canarie e tagliando per prima il traguardo di Santa Lucia nei Caraibi, l'equipaggio dell’imbarcazione a vela MaiMai, ha compiuto un'altra impresa
Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice
La difesa di M’hamed Chamekh ha chiesto e ottenuto dalla Corte d’Assise di Bologna una perizia psichiatrica per valutare se il 42enne fosse capace di intendere e volere quando uccise barbaramente l’ex compagna Atika Gharib.
Atika, 32enne di origini marocchine residente a Ferrara, venne uccisa e bruciata in un casolare a Castello d’Argile, in provincia di Bologna, il 2 settembre 2019. Quel fienile in disuso era utilizzato come abitazione di fortuna dall’imputato.
Chamekh venne fermato a Ventimiglia, mentre cercava di scappare verso la Francia.
L’uomo è accusato oltre che di omicidio premeditato aggravato, distruzione di cadavere e incendio, anche per gli atti persecutori (con pesanti minacce di morte) e le lesioni procurate a Gharib il 2 agosto precedente, quando era andato a trovarla nella sua casa di via Oroboni, a Ferrara.
Ora, la richiesta di perizia è stata avvalorata dal difensore, l’avvocato Carlo Machirelli, che ha prodotto un certificato del carcere. Lo psichiatra della struttura penitenziale avrebbe diagnosticato un disturbo psicotico cronico.
Nel frattempo nel tribunale di Bologna sono stati sentiti i carabinieri che ritrovarono il corpo di Atika e gli agenti che fermarono Chamekh.
In aula sono stati letti anche i messaggi che l’uomo inviò dal cellulare a una parente: “Atika è morta, non la troveranno, l’ho consegnata ad Allah”.
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