Mercato del lunedì. Anva: “No all’Acquedotto, ma aperti al confronto”
Anva, l'Associazione nazionale venditori ambulanti di Confesercenti, ribadisce la propria contrarietà al trasferimento nell'area dell'Acquedotto
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Possibile Ferrara, Avs, Coalizione Civica e La Comune di Ferrara accusano l'Amministrazione Fabbri di aver sottovalutato e mal gestito l'emergenza sfollati del Grattaciello
Condanna a un anno e nove mesi di carcere, con pena sospesa a condizione che frequenti un corso di prevenzione sulle tematiche legate alla violenza sessuale
È caduto da circa 10 metri un uomo portato all'ospedale Maggiore di Bologna in gravi condizioni. L'incidente è avvenuto mentre era a lavoro in un'azienda nel Comune di Codigoro, in una rimessa barche in fase di ristrutturazione sulla sp53
Mercoledì mattina si è svolta la cerimonia di svelamento delle nuove Pietre d’inciampo dedicate ai cinque componenti della famiglia Ravenna-Rossi
La difesa di M’hamed Chamekh ha chiesto e ottenuto dalla Corte d’Assise di Bologna una perizia psichiatrica per valutare se il 42enne fosse capace di intendere e volere quando uccise barbaramente l’ex compagna Atika Gharib.
Atika, 32enne di origini marocchine residente a Ferrara, venne uccisa e bruciata in un casolare a Castello d’Argile, in provincia di Bologna, il 2 settembre 2019. Quel fienile in disuso era utilizzato come abitazione di fortuna dall’imputato.
Chamekh venne fermato a Ventimiglia, mentre cercava di scappare verso la Francia.
L’uomo è accusato oltre che di omicidio premeditato aggravato, distruzione di cadavere e incendio, anche per gli atti persecutori (con pesanti minacce di morte) e le lesioni procurate a Gharib il 2 agosto precedente, quando era andato a trovarla nella sua casa di via Oroboni, a Ferrara.
Ora, la richiesta di perizia è stata avvalorata dal difensore, l’avvocato Carlo Machirelli, che ha prodotto un certificato del carcere. Lo psichiatra della struttura penitenziale avrebbe diagnosticato un disturbo psicotico cronico.
Nel frattempo nel tribunale di Bologna sono stati sentiti i carabinieri che ritrovarono il corpo di Atika e gli agenti che fermarono Chamekh.
In aula sono stati letti anche i messaggi che l’uomo inviò dal cellulare a una parente: “Atika è morta, non la troveranno, l’ho consegnata ad Allah”.
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