Cronaca
21 Settembre 2010
Alla sbarra geometra del Comune per concussione e corruzione

Mazzettopoli, il pm chiede più di tre anni per le tangenti

di Marco Zavagli | 2 min

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Tre anni e tre mesi. Tanto ha chiesto la pubblica accusa nei confronti di Raffaele Turatti. È durata un’intera giornata ieri l’udienza del rito abbreviato che vedeva alla sbarra Raffaele Turatti, geometra del Comune entrato nell’inchiesta Mazzettopoli che portò a galla, nell’agosto del 2007 un giro di “mazzette” per agevolare pratiche edilizie.

Tutto ebbe inizio quando Gianni Gardenghi, funzionario del settore edilizia del Comune di Ferrara, venne arrestato in flagranza dall’Arma per essersi intascato 2000 euro, tranche di un versamento più cospicuo fattosi promettere da un imprenditore. Nell’abitazione di Gardenghi i carabinieri trovarono poi circa 44mila euro nascosti nell’incavo di un muro.

Per quei fatti Gardenghi venne condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione. Da quell’episodio gli inquirenti risalirono ad altri nomi. Tra questi Ivan Passerini e Turatti che, secondo la tesi accusatoria, si sarebbero intascati mazzette da 200 a 1500 euro per evitare le lungaggini dei tempi della burocrazia. In particolare Turatti, 47 anni, arrestato nel giugno 2008 e poi liberato, avrebbe ricevuto un assegno da 750 euro da un architetto per far viaggiare più speditamente una pratica. Per l’architetto che lo chiama in causa Turatti riferisce di aver svolto un servizio professionale al di fuori dell’orario di lavoro. A lui sono contestati quattro episodi, che rappresentano altrettanti capi di imputazione capi di imputazione per concussione (tre capi) e corruzione.

La giornata di ieri, dopo l’interrogatorio dell’imputato, si è conclusa con la requisitoria della pm Patrizia Castaldini e le arringhe degli avvocati Beniamino Del Mercato per la parte civile (il Comune di Ferrara) e Gianluigi Pieraccini per la difesa. Tutti hanno parlato per un’ora e tre quarti.

Al termine dell’udienza il legale di Turatti non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a dire che “rilascerò dichiarazioni dopo il 1 ottobre”. Per quella data, infatti, sono previste le repliche formali e la sentenza del giudice.

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