Cronaca
6 Febbraio 2020
La Guardia di Finanza scopre una rete di società create per non pagare i contributi ai lavoratori

Famiglia di imprenditori ferraresi denunciata per frode da 1,6 milioni

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Sorpreso con cocaina ed eroina nel sottomura

Questa notte (mercoledì 18 marzo), durante un servizio di controllo notturno, un equipaggio della Sezione Radiomobile, transitando nei pressi del sottomura di via Porta Po, ha notato un gruppo di tre persone intente a parlare tra di loro

Caso Cidas. Bertarelli: “Continuerò a lavorare con impegno e responsabilità”

"Sono molto soddisfatto che sia stata riconosciuta la correttezza del mio operato, sempre coerente con i principi della cooperativa Cidas". Così Daniele Bertarelli, presidente della cooperativa sociale ferrarese, ha commentato l'assoluzione con formula piena da parte del tribunale di Ferrara dall'accusa di induzione a dare o promettere un'utilità

Caso Cidas, Bertarelli assolto con formula piena

Sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste nel caso Cidas per Daniele Bertarelli, presidente dell'omonima cooperativa sociale ferrarese, finito a processo con l'accusa di induzione indebita a dare o promettere un'utilità

Un ingegnoso escamotage per evitare di pagare i contributi previdenziali e assistenziali ai dipendenti che ha permesso a una famiglia di imprenditori ferraresi di evadere 1,6 milioni di euro. Per quanto ingegnoso, però, il meccanismo è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Ferrara, che ha denunciato per frode allo Stato, violazione delle norme che disciplinano il lavoro e per reati fiscali tre persone.

Secondo le indagini degli inquirenti la famiglia di imprenditori, attiva da anni nel settore dei servizi, per non versare i contributi a carico dei dipendenti, aveva creato diverse società ad hoc, nelle quali gli operai, dopo essersi licenziati dalle vecchie aziende, venivano immediatamente ricollocati, non come “soci lavoratori”, ruolo di fatto rivestito, ma come semplici “soci”, senza dichiarare lo svolgimento di alcuna attività lavorativa in azienda. In questo modo i nuovi soci non venivano iscritti nelle apposite “gestioni” istituite presso l’Inps per non versare i relativi contributi a carico dei “soci lavoratori”.

La creazione delle nuove società sarebbe stata studiata, sempre secondo la ricostruzione della fiamme gialle, per superare la crisi delle vecchie aziende, che per sfuggire al pagamento dei debiti contratti per i mancati versamenti delle imposte e dei contributi, venivano spogliate di ogni bene.

Grazie al tempestivo intervento dei finanzieri è stato possibile evitare che il presunto sistema illecito adottato producesse ulteriori effetti negativi, con la regolarizzazione, da parte delle aziende coinvolte nel sistema illecito adottato, dei rapporti di subordinazione instaurati con i rispettivi “soci lavoratori”.

Le indagini eseguite dalla compagnia di Ferrara hanno consentito di individuare anche un ulteriore meccanismo fraudolento che sarebbe stato adottato dal medesimo gruppo.

In sostanza, attraverso un illecito utilizzo dell’istituto del “distacco temporaneo di manodopera”, alcuni dipendenti di un’azienda operante sempre nel settore dei servizi, e già in stato pre-fallimentare, venivano “prestati”, in assenza di un effettivo interesse produttivo proprio da parte dell’azienda distaccante (mancava una specifica valutazione interessata dell’operazione posta in essere) e del requisito della temporaneità (il distacco è ammesso solo per brevi periodi), ad altra azienda del gruppo, così da consentire a quest’ultima di ottenere dalla “formale somministrazione di manodopera” un doppio vantaggio: il risparmio dell’onere della contribuzione e la deducibilità totale del costo fatturato per le prestazioni ricevute.

L’attività si è conclusa con la scoperta di tre aziende (due già esistenti più una nuova) evasori totali, 34 lavoratori irregolari, di cui 7 completamente in nero, accertando un mancato versamento all’erario di oltre 1,6 milioni di euro.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com