Comportamenti incivili alla pensilina, intervengono i carabinieri
Con il loro comportamento incivile stavano creando scompiglio e apprensione tra le persone in attesa alla pensilina dell’autobus di via Kennedy
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La difesa dell’ingegner Davide Grandis ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste nel corso dell’udienza preliminare del procedimento noto come Fiera Bis
Il capotreno di un Regionale che collega Ferrara a Bologna, era stato aggredito da due ragazzi entrambi minorenni (17 e 16 anni), a cui aveva chiesto di mostrare i biglietti. Gli aggressori sono stati identificati e denunciati
La Corte d’Appello di Bologna ha assolto un uomo di 68 anni, condannato in primo grado a otto anni dal Tribunale di Ferrara per maltrattamenti e violenze
Prosegue il processo sulla seconda tranche della maxi inchiesta sulle mazzette alla Motorizzazione Civile. Davanti al giudice Giuseppe Palasciano sono stati sentiti sette testi a cui è stato chiesto di comparire dal pm titolare del fascicolo d'indagine Andrea Maggioni

L’avvocato Monica Pagano
Aveva acquistato una casa in provincia di Ferrara, poi era rimasto sommerso dai debiti (250mila euro) a causa di un paio di incidenti stradali e dei continui trasferimenti per lavoro che lo avevano portato Napoli, Milano e Torino.
Il tribunale di Ivrea, nei giorni scorsi, ha regalato una nuova speranza nel futuro a un impiegato 44enne che altrimenti sarebbe stato condannato a pagare i creditori per tutta la vita.
L’uomo, che vive con la compagna e la figlia di lei, ha una storia davvero travagliata. Nel 2003 aveva contratto un mutuo per comprare la prima casa in un piccolo comune ferrarese.
Poi nel 2005 aveva acquistato a rate un’auto, ma era rimasto vittima di un incidente ed era stato obbligato a stipulare un nuovo finanziamento per pagare il residuo del debito. Quindi un nuovo incidente l’aveva messo sul lastrico e per lui era anche arrivato lo sfratto, con il contestuale pignoramento del quinto dello stipendio. Una vita fatta di continui ricorsi al credito tramite finanziarie, che nel 2017 lo ha lasciato letteralmente senza un soldo in tasca e con un debito complessivo a 5 zeri.
“Applicando la 3/2012 (la cosiddetta legge salva-suicidi)”, spiegano gli avvocati Monica Pagano e Matteo Marini, “i giudici hanno disposto che l’uomo paghi solo quanto nelle sue possibilità e per un tempo limitato: lo Stato non può condannare una persona colpevole solo di sfortuna all’ergastolo dei debiti e la legge, su questo principio, è dalla parte dei cittadini”.
L’uomo, infatti, metterà a disposizione della procedura la sua casa (già gravata da oneri, e dunque di valore ormai ridotto) e pagherà ai creditori solo una cifra corrispondente a quanto già versava con il quinto dello stipendio (360 euro al mese su 1500 percepiti) per cinque anni (21.600 euro in tutto). Poi, se avrà rispettato le prescrizioni, sarà libero per sempre da ogni debito e potrà tornare a sperare nel futuro.
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