Berco: “Una calma apparente”
La chiusura dello stabilimento di Berco a Castelfranco Veneto non lascia tranquilli i sindacati ferraresi
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Non arriva Mohammad Hannoun, ma il carcere di Ferrara entra comunque a pieno titolo nell’inchiesta sulla presunta cellula italiana di Hamas. In via Arginone sono stati infatti trasferiti due degli arrestati nell’operazione
Ventunenne arrestato a Goro per stalking e revenge porn: oppone resistenza all’arresto e ferisce quattro carabinieri. Ora è in carcere a Ferrara.
Un'autofficina completamente abusiva, attiva senza autorizzazioni e con gravi irregolarità ambientali, è stata scoperta e chiusa dalla Polizia Locale dell'Unione Valli e Delizie nella zona dell'Alto Argentano
Dopo la condanna a sei anni in primo grado per aver palpeggiato tre ragazze tra la zona della Darsena e il centro storico, gli avvocati di Favor Osagiede hanno ottenuto un concordato in appello che ha consentito una riduzione della pena al di sotto dei 5 anni

Il carcere di via Arginone
Un altro episodio, l’ennesimo, con un agente di polizia penitenziaria aggredito da un detenuto nel carcere di Ferrara. Lo stesso detenuto che, come riferiscono dal sindacato Sappe e dall’Osapp, la settimana scorsa aveva aggredito un ispettore e un assistente capo.
Questa volta a farne le spese è stato un sovrintendente della polizia penitenziaria in servizio in via Arginone, che non dovrebbe aver subìto particolari conseguenze.
Il fatto è avvenuto lunedì 14 ottobre: “Un detenuto italiano – riferisce Claudio Caruso, vicesegretario del sindacato Osapp – ha colpito al volto un appartenente al Corpo di Polizia penitenziaria. Pare che il malcapitato sovrintendente abbia ricevuto un pugno ed un colpo con un corpo contundente, dovendo ricorrere alle cure del pronto soccorso di Cona”.
“Si tratta di un caso clinico? – chiede Caruso – Allora non può stare in carcere perché in carcere si dovrebbe fare rieducazione. Un caso psichiatrico, come appare essere il detenuto citato, dovrebbe essere curato in strutture apposite. Perché non si attiva un protocollo che possa dare indicazioni alla Polizia Penitenziaria su come evitare di tornare a casa passando dall’ospedale? A quando l’adozione di un protocollo sanitario che avvii il trattamento sanitario obbligatorio per tali individui destabilizzati e destabilizzanti? Non ci fa piacere apparire sui giornali, ma nel silenzio delle direttive chi ci rimette è sempre la Polizia penitenziaria”.
“Sarebbe opportuno – è l’appello di Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesso Campobasso, segretario nazionale – anche in ossequio alle disposizioni ministeriali, che lo stesso detenuto venisse trasferito dal carcere di Ferrara ad altra struttura. Come già denunciato nel corso della recente conferenza stampa la situazione a Ferrara è davvero al collasso a causa delle continue aggressioni al personale. Una situazione che rischia evidentemente di diventare esplosiva”.
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