Naomo contro commissario Digos: “Solo gossip”
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non si sa cosa abbia fatto di tanto sbagliato da meritare attenzioni tanto alte. Fatto sta che un vicecommissario della Digos proprio non entrava nelle simpatie dei piani alti dell'amministrazione comunale di Ferrara
Lo sostiene la difesa dell’ex consigliera comunale, che ha prodotto numerosi documenti per colmare i "buchi bianchi" nella consulenza tecnica del pm sulla chat tra l'ex vicesindaco e Luca Caprini e ribadire l'attendibilità della testimone chiave Rossella Arquà
Per la Camera Penale Ferrarese è "gravissimo" quanto accaduto nelle scorse ore davanti agli uffici giudiziari di Tribunale e Procura, dove - nella mattinata di giovedì 19 marzo - sono state ritrovate alcune decine di volantini riportanti frasi ingiuriose e fortemente offensive nei confronti di giudici, pubblici ministeri e avvocati
È arrivata in ritardo la richiesta alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ferrara per l'allestimento del palco in piazza Trento e Trieste
A Ferrara è conosciuto per numerose truffe, la più clamorosa quella dell’assegno su Whatsapp che gli è già valsa una condanna in abbreviato a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione. Questa volta però Stefano Tarascio può vantare un’assoluzione, arrivata mercoledì 9 ottobre.
Il 30enne, difeso dall’avvocato Filippo Sabbatani, era alla sbarra con l’accusa di aver venduto online, tramite un sito internet apposito, quattro biglietti ferroviari per la tratta Milano-Napoli, naturalmente mai spediti alla vittima, che aveva accreditato anticipatamente 200 euro su una carta PostePay per rimanere poi con un pugno di mosche. Il fatto risale alla fine di ottobre del 2016.
Ma due fattori, questa volta, hanno giocato a suo favore. Il primo è che la carta PostePay non era intestata a suo nome, anche se la procura – che ha chiesto la condanna a un anno di reclusione e 500 euro di multa – ritiene fosse comunque in suo uso. Il secondo è che neppure il numero di telefono dato in fase vendita era a lui direttamente riconducibile.
Alla fine il giudice Costanza Perri questa volta ha mandato assolto Tarascio per ‘insufficienza di prove’, che così non vede aggravarsi un carico penale arrivato a 6 anni e 4 mesi di reclusione, che potrebbe presto ridursi se il giudice dell’esecuzione accoglierà la richiesta del difensore di considerare tutte le condotte punite come frutto di un unico disegno criminoso: sempre mercoledì si è tenuta l’udienza e il Pm ha dato il suo assenso. Il responso è atteso per la settimana prossima.
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