Ven 4 Ott 2019 - 14497 visite
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Campo nomadi. L’abusivo rischia di essere Naomo

Dopo la ruspa il paradosso: la Municipale dovrà multare l’assessore di riferimento

Show a parte, non si può dire che l’operazione sgombero del campo nomadi sia stata gestita nel migliore dei modi. Premessa necessaria: la situazione di degrado in cui vivevano le famiglie sinti residenti in via delle Bonifiche andava superata. Detto questo, est modus in rebus, come ammoniva Orazio.

Abbiamo già visto le proteste dei residenti di Monestirolo e degli stessi sinti a operazioni in corso. Ora però che lo sgombero è terminato si rischia il più paradossale dei paradossi: per risolvere una situazione abusiva il vicesindaco Nicola ‘Naomo’ Lodi ha creato diverse situazioni abusive, alcune delle quali rischiano di avere risvolti penali.

Andiamo – noi che possiamo – con ordine.

Naomo sale su una ruspa e inizia l’opera di demolizione di una casetta. Non poteva farlo: per guidare macchine escavatrici di quella portata serve apposito patentino. E non risulta dal suo curriculum depositato in sede di elezioni che ne sia provvisto. Altri interrogativi riguardano sicurezza del cantiere, provenienza della ruspa e presenza di pubblici ufficiali.

Se n’è accorto anche il Pd, che in meno di 24 ore ha pronta una interpellanza rivolta al sindaco Alan Fabbri e al presidente del consiglio comunale Lorenzo Poltronieri.

I dem fanno notare che lo show è avvenuto non solo alla presenza di giornalisti, “ma anche di tecnici del Comune di Ferrara, agenti e ispettori della Polizia locale del Comune di Ferrara, rappresentanti delle forze dell’ordine e diversi cittadini”.

Non serve scartabellare codici e codicilli per sapere che “tutti i cantieri devono rispondere alla normativa, e in modo particolare a quella relativa alla sicurezza di persone e cose”.

Su queste basi i consiglieri comunali Aldo Modonesi, Ilaria Baraldi, Davide Bertolasi, Deanna Marescotti e Simone Merli chiedono di conoscere il nome del responsabile unico del procedimento, del direttore dei lavori e del responsabile della sicurezza del cantiere. Tutte figure che avrebbero dovuto impedire la sceneggiata.

Non solo. L’interpellanza chiede lumi anche in merito alle modalità di svolgimento del “cantiere” (visto che non si sono notati cartelli di riferimento) e “a quali imprese e con quali modalità siano stati affidati i lavori di demolizione e bonifica, o se questi lavori vengano realizzati con personale interno all’amministrazione comunale”.

I quesiti posti dal Pd continuano: esiste e cosa prevede il piano di sicurezza del cantiere? da chi è stato redatto? a quale titolo, con quali modalità e con che forme di controllo dei requisiti di sicurezza e assicurativi le persone presenti sul cantiere sono state autorizzate, controllate e da chi? e nel caso, onde evitare omissioni, si è provveduto o si intende provvedere alle segnalazioni alle autorità competenti di eventuali atti contrari alla normativa? gli agenti della Polizia locale e delle forze dell’ordine presenti “hanno verificato o intendono verificare quanto sopra e, onde evitare omissioni, sanzionare e denunciare alle competenti autorità eventuali atti contrari alla normativa”?.

Qui l’acme del paradosso. Naomo, assessore alla sicurezza, trascura la sicurezza e rischia di essere sanzionato dalla Polizia municipale cui è, in ragion di delega, sovraordinato. Di più, se quanto paventato dall’opposizione risponde a verità, la Municipale non solo potrà ma dovrà sanzionarlo, pena l’incorrere in omissione in atti d’ufficio.

Ma la corsa amministrativa all’abusivismo non si ferma qui. Alcune casette dal campo nomadi sono state trasferite in una zona di via Vallelunga che è a destinazione agricola e paesaggistica, con vincoli infrastrutturale e idraulico. In buona sintesi, lì non possono stare. Sono – patatrac – abusive.

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