Gio 3 Ott 2019 - 3958 visite
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Una demolizione-show segna la fine del campo nomadi

Lodi: "Oggi le ruspe sono entrate nel campo". Il consigliere regionale Vinci: "Chiudere i campi è possibile e oggi ne abbiamo la dimostrazione"

Sono appena passate le 10 di mattina quando il vicesindaco Nicola Lodi sale a bordo dell’escavatore e dà il via alla demolizione del campo nomadi di via delle Bonifiche. Smantella il primo prefabbricato in lamiera con il braccio meccanico e, una volta riconsegnata la macchina all’operatore, esprime tutta la sua soddisfazione per la chiusura definitiva dell’accampamento, dove i sinti vivevano dal 1989: “Oggi le ruspe sono entrate nel campo. Volevo comunicare che abbiamo tutte le liberatorie per questa azione, stiamo facendo una bonifica e i costi di questa operazione sono offerti da un’azienda che è venuta col proprio escavatore, quindi abbiamo anche ottenuto un risparmio”.

Si chiude così l’ultimo atto del principale campo nomadi di Ferrara, dove attorno a mezzogiorno tutte le strutture sono ormai completamente rase al suolo, salvo il piccolo edificio in muratura dove un tempo erano presenti i bagni. Un risultato che inorgoglisce non solo l’amministrazione ferrarese, ma anche tutta la Lega a livello regionale, come testimonia la presenza del consigliere regionale Gianluca Vinci secondo cui questo sgombero può rappresentare un esempio da seguire anche per altre città nel resto dell’Emilia Romagna, dove a inizio gennaio si voterà per le regionali.

“Abbiamo promesso questo risultato qualche anno fa – afferma Vinci – e ora siamo passati alla prova dei fatti. In regione ci sono altre criticità e dove la Lega amministra ha rapporti corretti con questi cittadini, ma si tratta di situazioni che non possono essere tollerate sia che si tratti di sinti che di rom. La Regione ha molto potere nella gestione dei campi nomadi e noi li vogliamo chiudere non solo a Ferrara, ma anche negli altri territori. L’obiettivo è riportare la legalità. Vogliamo togliere queste sacche di illegalità dal nostro territorio: chiuderli è possibile e oggi ne abbiamo una dimostrazione concreta”.

E l’orgoglio dell’amministrazione ferrarese e del suo partito di maggioranza si denota anche dall’ampia documentazione e promozione riservata all’evento, che diventa di fatto una sorta di ‘demolizione-show’. Lodi, con scarpe e vestiti eleganti ed elmetto in testa, sale in diverse occasioni a bordo dell’escavatrice per dare i primi colpi ai prefabbricati, prestandosi alle inquadrature di giornalisti e cameraman ai piedi della macchina, mentre un operatore invitato dal Comune riprende il tutto dall’alto con un drone. Il vicesindaco ha assicurato alla stampa il rispetto di tutte le normative relative a cantieri e demolizioni.

Dopo la demolizione a favore di videocamere ci sarà anche una manifestazione pubblica, un vero e proprio corteo organizzato dallo stesso vicesindaco per giovedì 3 ottobre che partirà dal piazzale Est Montedison, percorrerà via delle Bonifiche e si chiuderà nell’ormai ex campo nomadi, dove Lodi terrà un discorso. A tal fine, dalle 17 alle 19 e comunque fino al termine della manifestazione, sarà in vigore nel piazzale Est Montedison e in via delle Bonifiche la sospensione momentanea della circolazione a tutti i veicoli per il tempo strettamente necessario al transito del corteo.

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