Dom 4 Ago 2019 - 6035 visite
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Nomadi a Monestirolo, i residenti in assemblea contestano il vice sindaco

Pioggia di proteste su Nicola Lodi: "Gli altri ci hanno messo settant’anni per mettercela in quel posto, voi nemmeno quattro mesi". Naomo: "L'ordinanza non è in discussione"

A Monestirolo, il mezzogiorno di sabato, nella sala delle Acli dove il vicesindaco Nicola Lodi e l’assessore ai servizi sociali Cristina Coletti avevano dato appuntamento ai residenti per fare il punto della situazione sugli arrivi in frazione dei sinti sgombrati dal campo di via delle Bonifiche, si presentano una quarantina di persone su una popolazione totale che non arriva a più di cinquecento.

“Parlo per una decina di minuti per fare il punto della situazione, poi ascolto tutte le domande”, chiede il vicesindaco. Permesso accordato in fretta. “Ho letto tanti messaggi e tanti commenti in questi giorni, ma rispetto a Gaibanella ci troviamo davanti a due situazioni diametralmente diverse: in quel caso erano richiedenti asilo gestiti dalla Prefettura in accordo con privati, qui si parla del campo nomadi di Ferrara, quindi di cittadini nati a Ferrara e residenti a Ferrara. C’è un’ordinanza urgente e contingibile, e la locazione di questi nuclei familiari — due, comprensivi di minori e disabili, per un totale di 13 persone divise in due locali, più uno che si libererà, ndr —, è avvenuta due giorni in strutture in convenzione con Asp. Prima di decidere di convergere su Monestirolo si è affrontato un discorso complesso. Ovviamente nei contratti, per legge, si parla di sei mesi più altri sei, ma posso assicurare che non rimarranno qui, si tratta di una situazione emergenziale in attesa dei ricollocamenti”, spiega il vicesindaco.

Oltre alle parole, ‘Naomo’ poi prova a mettere sul piatto alcune garanzie: “Io mantengo la parola – aggiunge – ho già parlato con il questore e con il prefetto: al primo problema li allontanerò io stesso dalla struttura. Darò il mio numero di telefono per ogni segnalazione, e per queste persone ci sono già delle garanzie: i bimbi andranno a scuola — ho già sentito i dirigenti scolastici — e l’assenza di problemi familiari. Sono preoccupatissimo, ma abbiamo gli strumenti per agire. Questo è quello che faremmo per ogni altra famiglia italiana, e a loro non offriamo soldi ma servizi: scuola e tirocini formativi (anche se la sistemazione in capo ad Asp e cooperativa Il Germoglio costa circa 6mila euro al mese, comunque la metà delle spese medie mensili sostenute per il campo, ndr)”.

Il tutto nasce, come spiegano i rappresentanti dell’Amministrazione, dall’obbligatorietà di prendere in carico le persone coinvolte da un’ordinanza di sgombero e dalla criticità di dividere nuclei familiari. E poi “se serve facciamo una consulta per parlare di quello che succede”.

Tante, insomma, le promesse che il vicesindaco fa ai residenti con un tono molto diverso da quello della campagna elettorale finita appena due mesi fa.

Ai residenti però tutto questo non basta, e appena la parola passa a loro per Lodi è un incessante fuoco di fila: “L’ho sentita dire che gli alloggi erano indecenti, ora invece vanno bene. Ho lavorato anche con persone di colore e non hanno creato nessun problema, non è quello, ma non accetto questo voltafaccia”, è il primo intervento di una donna, subito seguito da un altro ancora più duro. “È grazie alle diatribe passate che lei è diventato vicesindaco”, tuona Samanta Pasquali, “e se questi sono italiani perché nati in Italia è anche vero che con gli italiani non hanno niente a che fare visto il loro stile di vita, altrimenti non vivrebbero in un porcile. Anche le cooperative non andavano bene quando si era all’opposizione, adesso invece vanno bene. Adesso li mettiamo in un paesino dove i Carabinieri se li chiami arrivano dopo mezz’ora, i vigili rispondono che ‘è un po’ lontanuccio’ e non viene nemmeno tagliata l’erba”. Il problema più grave, però, sono le parole dello stesso vicesindaco che solo ore prima dichiarava l’assenza di frizioni nella popolazione locale: “Monestirolo è come Gorino, non ne sapevamo niente. L’abbiamo imparato dai giornali il giorno stesso, certo che non ci sono state frizioni”, tuonano i presenti.

Se Lodi prova ad arginare la situazione ripetendo come queste situazioni siano state ereditate dalle amministrazioni precedenti e che ai sinti si stia dando una seconda possibilità, i residenti chiedono contropartite: “Vogliamo strade decenti e l’erba in ordine, i Carabinieri che girino in zona e i Vigili che la controllino. Io la ritengo responsabile per quello che accadrà d’ora in poi”. E ancora, un’altra residente: “Ho dei bimbi piccoli, questo mi costringe a chiuderli in casa”.

Lo scambio di battute durerà un’oretta, tra alti e bassi. Fino a due interventi di altrettanti residenti. “Era il mio paladino, l’ho votata. Adesso è tutto come prima”, dice il primo. “Gli altri ci hanno messo settant’anni per mettercela in quel posto, voi nemmeno quattro mesi”, commenta il secondo.

Saranno gli interventi di chiusura, con i residenti, amareggiati, che nel giro di pochi minuti abbandonano la sala in ondate. La querelle sinti, a Monestirolo, sembra essere appena cominciata. Tant’è che dopo l’assemblea, nel pomeriggio, è lo stesso vicesindaco Lodi a inoltrare una nota alla stampa con alcune precisazioni: “Le famiglie provenienti dal campo di via delle Bonifiche – scrive Lodi nella nota – vengono sistemate in via provvisoria in alloggi gestiti da Asp, semplicemente in applicazione dell’ordinanza contingibile e urgente del sindaco e senza nessun favoritismo. Ricevono lo stesso identico trattamento che spetterebbe a qualsiasi altro cittadino: la legge infatti impone al Comune di offrire una alternativa abitativa a chi viene interessato da un’ordinanza di sgombero urgente. Allo stesso modo il nucleo familiare verrà trattato alla stregua di qualsiasi altro ferrarese nella gestione degli spazi e nella condotta di convivenza, senza buonismi di sorta. Contiamo sulla collaborazione delle associazioni per gli aspetti relativi all’integrazione e ci facciamo garanti di quelli relativi alla sicurezza e al decoro. Come sempre, nelle mie funzioni di vicesindaco e assessore alla Sicurezza, sono e sarò personalmente a disposizione dei cittadini per verificare il buon andamento della situazione e pronto ad intervenire, nei modi previsti, per la soluzione delle criticità”. “Purtroppo – prosegue Lodi – la situazione ereditata dalle precedenti amministrazioni relativa al campo si è confermata gravissima: non solo in termini igienici, economici e di sicurezza, ma anche in termini di gestione a causa del lassismo degli ultimi 30 anni. I diritti delle famiglie a rimanere unite e ad avere una sistemazione dignitosa in attesa di una completa autonomizzazione, come previsto anche dalla direttiva ministeriale, verranno rispettati. L’applicazione dell’ordinanza, però, sia ben chiaro, non è in discussione. Eventuali criticità andranno risolte in modo pratico e in tempi rapidi e, a questo fine, contiamo sulla collaborazione di tutti”.

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