Cronaca
13 Settembre 2019
Disposta una consulenza medico-legale sul copro di Lina Bigoni per valutare se il decesso sia dipeso dall'incidente o da una colpa medica

Morì in ospedale a 12 ore dall’incidente, la procura vuole vederci chiaro

di Redazione | 2 min

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La signora Lina Bigoni, 79 anni, morì la sera del 2 settembre, all’ospedale di Cona, circa 12 ore dopo essere stata travolta da un’automobile in via Comacchio. Ora la procura vuole capire se il decesso sia stato causato solo dall’incidente stradale o sia dipeso anche dall’imperizia dei medici del Sant’Anna.

Per questo la sostituta procuratrice Lisa Busato ha chiesto al medico legale Matteo Tudini di Bologna si identificare con precisione la causa della morte della donna, verificando se sia compatibile con la dinamica del sinistro stradale, oppure se via siano indizi su una possibile colpa medica verificatasi durante la degenza in ospedale.

La donna venne travolta verso le 10,30 mentre attraversava via Comacchio, colpita da una Suzuky Ignis condotta da un uomo di 74 anni. Dopo la prima valutazione sul posto – i sanitari intervennero con un’automedica e un’ambulanza – venne trasportata a Cona con codice di media gravità. Proprio qui, da quel che si apprende, il corpo della donna, che assumeva un farmaco anticoagulante, avrebbe iniziato a riempirsi pian piano di lividi, anche in punti diversi da quelli in cui sembrava aver subito i traumi, fino a che non è sopraggiunta la morte.

Al momento non vi sono sanitari indagati, mentre lo è l’uomo che investì la signora Bigoni, difeso dall’avvocato Silvia Vayra, che ha nominato come proprio consulente il medico legale Paolo Faccioli di Bologna. L’avvocato Saverio Stano, che rappresenta i due figli della vittima, ha fatto riserva di nominare un consulente in seguito.

L’autopsia è stata eseguita mercoledì 11 settembre e il consulente ha chiesto 60 giorni per poter rispondere ai quesiti posti dalla procura.

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