Goro. Arriva il via libera al credito d’imposta sul carburante per le imprese della pesca proprio nel giorno in cui Goro porta davanti alla Commissione Pesca del Parlamento europeo le difficoltà di un settore stretto tra caro gasolio, granchio blu e cambiamenti climatici.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha pubblicato il decreto che consente di procedere all’assegnazione di quasi 7 milioni di euro per l’acquisto di gasolio e benzina. Sono oltre 1900 i pescatori interessati e, secondo i primi calcoli di Legacoop, i beneficiari potranno ottenere l’intero 20% della spesa previsto dalla misura.
Lo sblocco arriva all’indomani della lettera inviata al ministro Lollobrigida dalle cooperative e dai Comuni della costa emiliano-romagnola, tra i quali Goro, per chiedere di rendere operativo il credito d’imposta e intervenire sul peso ormai insostenibile del carburante sui bilanci delle imprese.
Il provvedimento è arrivato mentre proprio a Goro faceva tappa la delegazione della Commissione Pesca del Parlamento europeo, impegnata in una missione di tre giorni tra Veneto, Emilia-Romagna e Marche per conoscere da vicino le difficoltà della pesca nell’Alto Adriatico. Nove gli eurodeputati arrivati nel Ferrarese, tra cui Stefano Bonaccini, guidati dalla capo delegazione Isabelle Le Callenec. Ad accoglierli all’impianto di lavorazione del granchio blu del Consorzio Pescatori è stata la sindaca Marika Bugnoli.
E i numeri portati davanti alla delegazione europea descrivono quanto la pesca sia determinante per l’economia gorese: su circa 3450 abitanti, 1300 sono pescatori. Nei due porti di Goro e Gorino si contano circa 2mila imbarcazioni.
“Qui la pesca e l’acquacoltura non sono un settore, sono la nostra comunità“, ha sottolineato Bugnoli, ricordando che Goro rappresenta il primo distretto italiano ed europeo per la produzione di vongole e che la sacca è considerata uno dei siti più produttivi d’Europa per la vongola verace.
Una comunità che negli ultimi anni ha però dovuto fare i conti con emergenze sempre più ravvicinate. Il granchio blu ha duramente colpito la produzione di vongole, mentre durante l’estate i viticoltori hanno gran parte delle cozze a causa delle alte temperature e della carenza di ossigeno nelle acque. Per la pesca a strascico, ha ricordato la sindaca, il gasolio rappresenta ormai oltre il 60% dei costi.
“Non chiediamo privilegi – ha detto Bugnoli alla delegazione europea – chiediamo strumenti concreti per contrastare l’invasione del granchio blu, norme che tengano conto della nostra specificità e risorse per affiancare alla vongola produzioni alternative compatibili con la Sacca, che aiutino le cooperative a compensare il reddito perso”. Tra queste alternative c’è già l’allevamento dell’ostrica, mentre il granchio blu che ha messo in crisi la molluschicoltura viene ora lavorato nello stesso stabilimento visitato dagli europarlamentari.
Lo sblocco del credito d’imposta viene accolto con soddisfazione da Legacoop Romagna e Legacoop Estense. “Si tratta di un atto importante”, commentano i presidenti delle due associazioni Paolo Lucchi e Paolo Barbieri, ricordando l’iniziativa promossa insieme dalle cooperative e dai Comuni costieri.
Alla richiesta avevano inizialmente aderito Bellaria-Igea Marina, Cattolica, Cesenatico, Cervia, Goro, Ravenna e Rimini, ai quali si sono successivamente aggiunti anche Comacchio e Misano Adriatico. Per Lucchi e Barbieri, il decreto “fa seguito all’iniziativa congiunta” messa in campo per “sbloccare la situazione di stallo che ha impedito fino ad oggi alle imprese del settore di usufruire di un beneficio vitale in questa fase complessa”.
Ma per le cooperative il provvedimento non può essere considerato un punto d’arrivo: “Ci auguriamo che si tratti del primo passo per dare risposta alle giuste istanze poste dai Comuni e dalle cooperative e che porti a una estensione del credito d’imposta e all’istituzione di un tavolo di confronto territoriale col Ministero e la Regione per mettere in campo tutte le misure possibili per la salvaguardia e la crescita del settore”, concludono i due presidenti.
Alle richieste delle marinerie si è associata anche la Regione Emilia-Romagna. L’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Alessio Mammi, intervenuto martedì a Cesenatico in occasione della visita della stessa delegazione del Parlamento europeo, ha espresso il sostegno alla richiesta avanzata dai territori. “L’aumento dei costi del carburante, in un periodo già complesso per il settore, mette a rischio redditività e lavoro delle marinerie: servono risposte rapide per permettere alle aziende di continuare a operare e investire”, ha sottolineato Mammi.
La Regione ricorda di avere messo a disposizione negli ultimi anni 5 milioni di euro del proprio bilancio per affrontare le calamità che hanno colpito pesca e acquacoltura, ai quali si aggiungono quasi 40 milioni della programmazione europea Feampa 2021-2027, oltre 31 milioni dei quali già messi a disposizione.
Tra le misure attivate figura anche il bando per compensare il mancato guadagno e l’aumento dei costi di produzione conseguenti alla crisi in Medio Oriente, a partire proprio dal rincaro del carburante. Un ulteriore milione è stato destinato agli effetti connessi alla presenza del rigassificatore, a sostegno della pesca professionale, dell’acquacoltura marina sostenibile e della piccola pesca costiera.
Il confronto sul futuro del comparto tornerà proprio nel Ferrarese tra pochi giorni. Venerdì 25 settembre sarà infatti Goro a ospitare la prima tappa degli Stati generali della pesca e dell’acquacoltura dell’Emilia-Romagna, promossi dalla Regione nell’ambito del programma Feampa. Sarà il primo di tre appuntamenti dedicati al confronto tra imprese, marinerie, istituzioni e mondo della ricerca.
Soddisfazione anche da Coldiretti Pesca, che rivendica di avere sollecitato l’intervento nel confronto con il Ministero. Per l’organizzazione, l’erogazione di quasi 7 milioni di euro di credito d’imposta “rappresenta una risposta concreta alle imprese della pesca alle prese con l’aumento dei costi di gestione” e interviene su una delle principali voci di spesa sostenute dalle flotte.
“Continueremo a lavorare a stretto contatto con le istituzioni per implementare ogni ulteriore strumento capace di strutturare e dare stabilità a un settore che è pilastro dell’economia costiera e della cultura gastronomica italiana”, afferma Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca.
Lo sblocco delle risorse dà dunque una prima risposta alla richiesta avanzata dalle marinerie. Ma da Goro alle cooperative, fino alla Regione, il messaggio rimane lo stesso: il credito d’imposta sul carburante può alleggerire l’emergenza immediata, mentre restano aperti i problemi strutturali di un comparto che chiede ora continuità negli aiuti e un confronto stabile con Governo e istituzioni europee.
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