Il copione era sempre lo stesso. Li contattava online, fissava un incontro per un rapporto sessuale e, durante il primo appuntamento, li derubava. Per questo, dopo la condanna a un anno e sei mesi arrivata lo scorso febbraio, ieri mattina – lunedì 22 settembre – il gup Sandra Lepore del tribunale di Ferrara ha inflitto altri due anni e quattro mesi di carcere in abbreviato a una 21enne di nazionalità rumena, finita a processo per tre furti e una tentata estorsione ai danni di tre uomini ferraresi.
Al centro del procedimento tre episodi avvenuti nel 2023 e denunciati ai carabinieri, che hanno fatto partire le indagini.
Secondo la ricostruzione della Procura, la giovane utilizzava gli pseudonimi di “Queen” o “Melissa” per agganciare le proprie ‘prede’ su Telegram e sulla piattaforma di incontri Tinder, fissando appuntamenti per trascorrere qualche ora in intimità. In due circostanze avrebbe incontrato gli uomini direttamente nelle loro abitazioni, in una terza all’interno dell’auto. Il metodo utilizzo però era identico: con la tecnica dell’abbraccio, riusciva a sfilare collane d’oro dal collo delle proprie vittime e a derubarle.
In una circostanza avrebbe chiesto 1.000 euro allo sventurato per la restituzione, senza però riuscire nel proprio intento.
Le vicende di questo filone processuale sono molto simili a quella che, lo scorso febbraio, le era costata una condanna a un anno e mezzo – sempre in abbreviato – da parte del gup Giovanni Solinas. Vittima, in quella circostanza, fu un 53enne ferrarese.
Il fatto avvenne il 2 gennaio 2024 quando, dopo aver fatto conoscenza su Tinder, i due avevano fissato un incontro in città per trascorrere qualche ora di intimità. Una volta appartati però, entrambi nell’auto di lui, e aver iniziato scambiarsi baci, carezze, abbracci e toccamenti vari, in maniera repentina, la ragazza – secondo l’accusa – avrebbe approfittato della situazione, sfilando all’uomo la collanina in oro che portava al collo, senza che il 52enne avesse realizzato quanto accaduto.
Non contenta, sempre secondo il quadro ricostruito dalla Procura di Ferrara, la ragazza – già nota agli uffici per una serie di precedenti simili – lo aveva poi ricattato, affermando falsamente di essere minorenne e quindi costringendolo a consegnarle 80 euro in contanti. In caso contrario, lo avrebbe minacciato di denunciarlo all’autorità giudiziaria per aver avuto un rapporto sessuale con una minore. E in effetti una denuncia ai carabinieri ci fu, ma a sporgerla fu l’uomo.
Dopo la segnalazione, raccolte le informazioni, i militari trasmisero gli atti alla Procura fino alla condanna della giovane.
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