Cronaca
31 Maggio 2019
Sentito l'esperto della difesa nel processo che vede un 23enne imputato per la morte del giovane Nicola Coltelli

Incidente mortale, la consulenza scagiona il pedone

di Daniele Oppo | 1 min

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“La consulenza ha messo in luce come non si a possibile dimostrare che il mio assistito camminasse sulla carreggiata”. Insomma, non vi sarebbe la necessaria certezza per imputargli di aver contribuito a causare l’incidente in cui perse la vita il giovanissimo Nicola Coltelli nel dicembre 2015.

È questa in sintesi la posizione espressa in circa due ore di udienza dall’ingegner Massimo Ferrari, consulente della difesa di T.B., un ragazzo di 23 anni – assistito dall’avvocato Massimo Cipolla – a processo per omicidio colposo. È accusato di aver imprudentemente camminato a bordo strada in via Vallelunga, verso le 17,30, a sole già calato e senza giubbino rifrangente. Coltelli, che quel giorno compiva 17 anni e che percorreva la strada a bordo di una moto da enduro, lo urtò al gomito, cadendo poi a terra e finendo contro il guardrail dalla parte opposta della strada. L’altro elemento d’accusa è che T.B. stesse camminando nella stessa direzione di marcia della moto, ma, rileva l’avvocato Cipolla, “a sinistra, ovvero nella direzione in cui si sarebbe dovuto trovare secondo la legge, c’è il guardrail e subito dopo il canale e non c’è spazio per camminare se non invadendo la carreggiata”

L’imputato verrà sentito nella prossima udienza, fissata per il 1° luglio, mentre la discussione è già stata messa in calendario per il 9 settembre.

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