Mar 19 Mar 2019 - 3175 visite
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Pedone a processo per aver provocato un incidente mortale

Un ragazzo di 23 anni accusato di omicidio colposo per la morte del giovane Nicola Coltelli nel dicembre 2015

(articolo modificato e integrato dopo la pubblicazione iniziale)

Camminava sul lato sbagliato della strada e non aveva né un segnale luminoso, né un giubbino catarifrangente che ne segnalasse la presenza al calar della sera. Sono probabilmente queste le principali colpe di B.T., urtato dalla moto di Nicola Coltelli nel tardo pomeriggio del 19 dicembre 2015, in un incidente fatale per il giovane motociclista che quel giorno compiva 17 anni.

Per il ragazzo, oggi 23enne, l’accusa è quella di omicidio colposo e nella mattina di lunedì 18 marzo è proseguita la fase istruttoria del processo. Sono stati sentiti i testimoni, tra i quali gli agenti della Polizia municipale che fecero i rilievi. Da quel che è emerso dalla loro ricostruzione, quel giorno l’imputato – difeso dall’avvocato Massimo Cipolla – stava percorrendo via Vallelunga, in direzione Pontelagoscuro, per recarsi insieme a un connazionale in un centro di accoglienza. Erano circa le 17,30, il sole era già calato, quando venne urtato sul fianco sinistro dalla moto da enduro con in sella Coltelli che, verosimilmente, non si era accorto della sua presenza, probabilmente anche perché – secondo quanto ha ricordato uno degli agenti – il ragazzo vestiva di scuro, oltre a non avere dispositivi in grado di segnalarne la posizione in una strada non illuminata.

Nessuno ha però assistito dal vivo allo scontro e questo non è un dato da poco, anche perché un altro testimone, sentito nell’udienza precedente, ha affermato di aver visto l’imputato risalire dal canale che costeggia la strada, per poi sedersi sanguinante sul ciglio della stessa, dove si è formata la chiazza di sangue. Questo potrebbe indicare che al momento dell’impatto non fosse sulla strada, ma spostato fuori e dunque segnalare la necessità di dare una ricostruzione diversa da quella finora emersa al sinistro.

Il 17enne, in ogni caso, perse il controllo della moto, finendo contro il guardrail dalla parte opposta della strada, strisciando sull’asfalto per alcune decine di metri, fino a che la moto non si impuntò su un palo di sostegno del guardrail stesso, rovesciandosi e proseguendo la macabra corsa sull’asfalto. Per Coltelli – la cui famiglia si è costituita parte civile – non ci fu nulla da fare all’arrivo dei soccorsi.

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