Cronaca
10 Agosto 2010
Durante la messa aveva ringraziato il Signore per essere sfuggita alla prima cattura

Corriere della droga si tradisce per amore

di Marco Zavagli | 5 min

Leggi anche

Ferrara sempre più anziana e fragile. Preoccupano giovani, povertà e solitudine

Una provincia sempre più anziana, giovani in difficoltà, famiglie fragili e un volontariato chiamato a rinnovarsi. È questa la fotografia emersa dal percorso partecipato promosso dal Forum Terzo Settore Ferrara insieme a Csv Terre Estensi e Iress, i cui risultati sono stati presentati durante l'assemblea annuale del Forum Terzo Settore Ferrara

Dopo due anni di indagini, inseguimenti di ricercati e spostamenti in tre continenti diversi la squadra mobile di Ferrara ha posto la parola fine all’operazione “Uova di Pasqua”. E l’ha fatto riuscendo a mettere le manette ai polsi all’ultima donna che mancava all’appello.

Grazie agli sforzi investigativi della IV sezione Antidroga coordinata dal dirigente della squadra mobile Pietro Scroccarello (con l’apporto della D.C.S.A. e del servizio Centrale Operativo in Roma), con l’arresto in totale di cinque persone e il sequestro di 3 kg di cocaina purissima proveniente da Cambogia ed Ecuador, la polizia salda il conto con quella che gli inquirenti ritengono un’organizzazione criminale nigeriana dedita al traffico internazionale di droga.

I primi colpi erano stati assestati già ai primi di marzo del 2009, vicino a Pasqua (da cui il nome dell’operazione), quando finì in carcere Robert Efe Akro. Il 38enne era stato fermato con un chilogrammo di cocaina in ovuli all’aeroporto di Fiumicino a Roma, da dove era partito, con Charles Isibor (41enne ritenuto il capo della sezione locale dell’organizzazione), destinazione Cambogia. Quest’ultimo non venne arrestato in quell’occasione in quanto non partecipa al viaggio di ritorno e anticipa il rientro in Italia, sfuggendo al controllo. Si trattò, secondo quanto appurato in seguito dalla squadra mobile, di un disguido tecnico con un altro corriere, che si scoprirà essere Franca Usuman, la moglie di Akro.

Ma per Isibor l’arresto era solo rimandato. Intanto l’organizzazione, a seguito della “sorpresa” cambia la strategia d’importazione e il paese di rifornimento passa dalla Cambogia all’Ecuador. All’inizio di agosto, infatti, viene inviato un altro corriere, questa volta italiano e insospettabile, per un nuovo trasporto. Si tratta di Giuseppe Puleo, 32enne originario di Messina ma residente a Bologna, che viene ingaggiato dall’organizzazione nigeriana e parte per Quito in Ecuador, patria della produzione mondiale di cocaina.

Al suo ritorno all’aeroporto Marconi di Bologna ad attenderlo c’è anche Isibor. La squadra mobile di Ferrara, con la collaborazione della Polaria di Bologna, procede al fermo di Puleo mentre era in attesa del recupero del bagaglio, dove all’interno vi erano tre bottiglie di liquore piene, anziché di alcol, di 2 kg di cocaina purissima.

Franca Usuman

Venne fermato anche Isibor, che si era recato all’aeroporto per recuperare il corriere e la cocaina importata. Il nigeriano, infatti, stando alla ricostruzione della polizia, avrebbe collaborato attivamente all’organizzazione del viaggio sia di Akro che di Puleo, inviando il denaro per il soggiorno, prenotando i biglietti aerei e recandosi personalmente in Cambogia con il primo corriere, arrestato poi a Roma. Ai corrieri veniva garantito un compenso  di 3000 euro per ogni viaggio.

Anche a settembre si è recato a Bologna pronto a ricevere il secondo corriere proveniente da Quito. Ora la polizia gli ha notificato un secondo ordine di cattura con l’accusa di aver organizzato il viaggio in Cambogia di Akro.

Le altre due ordinanze emesse sono a carico di Akro e di Franca Usuman. Nell’interrogatorio in carcere, infatti, Akro aveva confermato di aver ingoiato la cocaina dietro compenso ricevuto da Isibor, ma aveva omesso di dire al magistrato di Civitavecchia che insieme a lui c’era anche la moglie Franca Usuman.

Nonostante la reticenza, l’Antidroga è riuscita comunque a completare un quadro indiziario che ha spinto la Procura di Civitavecchia, competente per territorio, a emettere un nuovo provvedimento a carico dei soggetti coinvolti in questa importazione massiccia di cocaina nel nostro paese.

Charles Isibor

Mentre per Isibor è stato facile eseguire il provvedimento di cattura, in quanto il trafficante nigeriano era ancora in carcere a Bologna per i 5 anni di reclusione che sta ancora scontando per i due chilogrammi importati con Puleo, per la Usuman le cose sono state più difficili.

La donna, dopo l’arresto di suo marito, anche se risultava residente in Ferrara, di fatto, si era resa irreperibile. Monitorando i suoi movimenti, tre mesi fa, la polizia è riuscita a intercettare un suo viaggio per la Nigeria. La Polaria di Roma, infatti, vedendo la nota di ricerca della squadra mobile che aveva segnalato la possibilità che la nigeriana potesse espatriare per tornare in Italia con ovuli di cocaina, l’aveva fermata, comunicando la partenza per la capitale Nigeriana.

All’epoca l’ordine di custodia in carcere non era ancora stato emesso e per fortuna del corriere gli inquirenti non hanno potuto far altro che assistere alla partenza. La Usuman, insospettita da un controllo così approfondito alla partenza da Roma, ha cambiato il biglietto di ritorno posticipando il rientro, riuscendo a rientrare in Italia tramite un altro scalo aereo.

A questo punto entra in scena un particolare curioso, di colore. La nigeriana, come appreso dagli ispettori dell’Antidroga, lo scorso 9 luglio, durante una celebrazione presso la chiesa di Via Bulgarelli di Ferrara (frequentata da cattolici nigeriani) aveva preso la parola ringraziando il Signore per averla fatta rientrare sana e salva a Ferrara.

La sua fortuna però è durata poco, in quanto volendo andare a trovare il suo nuovo compagno, un connazionale detenuto presso il carcere di Rovigo, ha chiesto il permesso di visita. Come da regolamento carcerario, il direttore ha chiesto informazioni alla questura di Ferrara, che ovviamente non ha potuto non cogliere la palla al balzo, accordandosi con la Polizia Penitenziaria per concedere l’autorizzazione e aspettarla quindi al varco alla prima visita al suo “amico” detenuto.

Ieri, infatti, la donna si è presentata alla portineria delle carceri di Rovigo ed è stata accolta come se niente fosse. Gli uomini delle squadre mobili di Rovigo e Ferrara hanno fatto il resto.

Sia a Isibor che alla Usuman vengono contestate dal gip di Civitavecchia la detenzione in concorso con Akro del chilogrammo importato materialmente da quest’ultimo dalla Cambogia.

Il valore dei tre chilogrammi di cocaina purissima immessa sul mercato, una volta tagliata (diventando così 12 chilogrammi, vendibili al prezzo di 80 euro al grammo), si aggira sul milione di euro.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com