Mar 19 Mar 2019 - 227 visite
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E’ sempre meno il tempo dedicato al cibo

Fipe: il 91,7 % degli intervistati dichiara che la salute ed il benessere dipendono da ciò che si mangia

La ristorazione come cambia e come si modificano gli stili alimentari degli Italiani. E’ stato un momento di confronto significativo su uno dei settori, dati alla mano, più reattivi nel panorama economico italiano con particolare riferimento alla ristorazione.

Il presidente nazionale della Fipe Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Lino Enrico Stoppani è intervenuto nella sede di Ascom Confcommercio a Ferrara: “Il settore della ristorazione  – ha spiegato nel suo intervento Stoppani, che ricopre il ruolo di vicepresidente vicario della Confcommercio nazionale – non solo è importante per gli altissimi valori numeri quantitativi di fatturato, occupati e di valore aggiunto, i più alti dell’intera filiera agroalimentare ma rappresenta decisivi valori sociali: è  presidio di legalità e socialità”.

L’enogastronomia ed in particolare la ristorazione è il secondo motivo per cui gli stranieri scelgono l’Italia dal punto di vista turistico ed il primo per il quale poi tornano nel nostro Paese. “In definitiva un soft power – riprende Stoppani – che va valorizzato e promosso ed il Paese in questo senso deve dare un supporto per promuovere il brand Italia e superare i nodi del settore” rappresentati ad esempio dal turno over altissimo, dalla scarsa redditività d’impresa, da un eccesso di liberalizzazione e dell’offerta, dal rischio di infiltrazioni criminali”.

Il pomeriggio di lavori era stato aperto dal saluto di Giulio Felloni, presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara e vicepresidente della Confcommercio regionale, che ha ribadito l’importanza “di avere una chiara visione strategica per programmare il futuro. In città e provincia i nostri associati Fipe sono – ha  ricordato – oltre un terzo del totale delle oltre duemila attività presenti”.

Un ruolo decisivo che vedeva nel pomeriggio di lavori “Un momento di dialogo e di confronto importanti con la Fipe nazionale che permettono di raccordare in maniera significativa e concreta la base associativa al sistema” ha sottolineato  nel suo video saluto Matteo Musacci, presidente provinciale e regionale della Fipe, trattenuto a casa dall’influenza di stagione.

Dopo i saluti del segretario generale della Camera di Commercio Mauro Giannattasio, la relazione del direttore nazionale di Fipe,  Roberto Calugi: “Gli italiani amano mangiare fuori casa. Negli anni aumentano le percentuali di di chi mangia fuori le mura domestiche. Pochi anni fa eravamo al 70%  (in casa) ed il 30 (fuori casa). Oggi siamo al 60% in casa ed il 40 % fuori casa. Prevediamo che nel 2030 le percentuali addirittura si invertiranno. Un settore che va compreso, valorizzato e promosso” ha concluso Calugi.

Dal Rapporto annuale Fipe si evince che i consumi alimentari (nel 2018) sono stati di 237 miliardi (ben 85 fuori casa) con una spesa pro capite complessiva di 1408 euro. Un altro dato fotografato è che nel decennio (2008/2018) la spesa per mangiare fuori casa aumenta del + 7,7%, mentre in casa  si flette del – 6,8%.

E’ sempre meno il tempo dedicato al cibo anche se cresce la consapevolezza che alimentazione e salute sono legate a doppio filo: infatti il 91,7 % degli intervistati dichiara che la salute ed il benessere dipendono da ciò che si mangia. Un tempo medio sempre minore quello da dedicare alla preparazione dei pasti ed al loro consumo (rispettivamente 37 e 29 minuti) che denota uno stile di vita sempre più in corsa tant’ è che sempre più ci si affida al food delivery.

Mettersi a tavola rappresenta un momento di relax; come dire che gli italiani amano vivere fuori dalle mura domestiche e frequentare le 333647 imprese della ristorazione in attività in Italia e dove i i dati sull’occupazione e sulle sue prospettive rimangono comunque positive con oltre 1.252.260 occupati complessivi.

I lavori, coordinati dal direttore Ascom Ferrara Davide Urban, ha visto in sequenza la premiazione di quattordici attività per la fedeltà trentennale ad Ascom Fipe: Ristorante Pinotti di Pinotti Elena (Villanova di Denore); La Capanna di Eraclio di Soncini Pierluigi (Codigoro); La Rosa dal 1908 di Malaguti Francesco (Terre del Reno); L’Antico Giardino di Gardinali Francesco (Ravalle); Il Ristorante Lanzagallo di Tazzari Remo Antonio (Gaibana) ; La Chiocciola di Adalberto Migliari (Quartiere); Da Tassi di Alario Vincenza (Bondeno); Quel Fantastico Giovedì di Mara Farinelli (Ferrara); Pizzeria Pulcinella di Antonio Lettieri (Ferrara); Al Vecchio Mulino di Dario Trantini (Porotto); Pizzeria Orsucci di Armando Orsucci (Ferrara); Leon d’Oro di Mauro Paganelli (Ferrara); Ristorante Samanta  di Roberta Tassinari (Cento); Ristorante pizzeria La Pergola di  Learca Tassinari (Renazzo). Esempi di professionalità e di eccellenza enogastronomica storicamente legati ad Ascom Fipe Confcommercio.

Un’occasione infine per lanciare il progetto “Rimpiattino”, in collaborazione tra Fipe ed il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi a base cellulosica (Comieco): ossia la possibilità attraverso contenitori pratici e dall’aspetto accattivante di poter portare a casa bevande e cibi ordinati al ristorante ma che non sono stati consumati. Un modo per realizzare in modo contemporaneo il tema della sostenibilità ambientale con quello sociale e che rivelano la concreta sensibilità di Fipe Confcommercio. L’elenco dei ristoranti ferraresi che partecipa a “Rimpiattino” è disponibile su  www.fipe.it/rimpiattino/ferrara.html.

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