Gio 7 Feb 2019 - 2721 visite
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”La Ferrara ‘New Bundan’ di Fabbri non è un modello vincente” 

Tagliani attacca il candidato della Lega: “Bondeno ha perso il 5,6% degli abitanti, qui significherebbe il deserto in via Bologna o a Pontelagoscuro. E il pastificio deve ancora sfornare il suo primo maccherone”

Meglio non fare paragoni, ma se proprio vogliamo farli allora sarebbe meglio raccontarla tutta, anche quando si ha intenzione di rendere Ferrara in una ‘nuova Bondeno’. Dopo la risposta dell’assessora Chiara Sapigni ad Alan Fabbri sulle case popolari, ecco quella molto più politica del sindaco Tiziano Tagliani che allarga lo sguardo oltre le poltiche sociali.

“Di solito non è mai elegante farsi belli delle scelte del proprio comune paragonandole a quelle altrui, per questo se fossi stato il sindaco di Bondeno come Alan Fabbri, sarei molto più cauto e molto più attento nel fare dei paralleli tra Bondeno e Ferrara”, afferma Tagliani che forse gioca un po’ sul passato da primo cittadino e un po’ sul suo essere sempre presente nella politica matildea, anche come presidente del Consiglio comunale, in aggiunta al suo mandato di consigliere regionale.

“Se però vuole fare questo confronto e proporre di trasformare Ferrara in una New Bundan – incalza il sindaco uscente della città estense – allora lo deve fare con maggiore precisione e soprattutto raccontandola tutta. Deve raccontare ai cittadini ferraresi che il suo ‘modello Bondeno’ è un modello di un comune che ha perso negli ultimi cinque anni ben il 5,6% di residenti; per fare un confronto se tale calo fosse riproducibile – in percentuale – a Ferrara vorrebbe dire che quartieri come via Bologna o Pontelagoscuro sarebbero completamente spopolati e vuoti. Il modello – aggiunge Tagliani – non funziona neppure se riferito alle politiche per l’immigrazione, cuore della battaglia leghista, anzi argomento unico (Diamanti a parte) della campagna leghista, è vero invece quanto affermato dal consigliere di Bondeno Pd Corradi: gli immigrati a Bondeno non sono calati, in quanto molti di essi sono diventati cittadini italiani e questo succede a Bondeno, come a Ferrara o Portogruaro”.

Tagliani affronta poi il capitolo economia e della produttività, comparando Bondeno e Ferrara e riservando frecce avvelenate per la questione dell’ex zuccherificio e della sua riconversione, mai avvenuta, in pastificio: “Certamente, vista la crisi di quel territorio, l’industria non richiede impiego di persone, mentre a Ferrara (capoluogo tra i pochissimi in Italia a registrare, come da fonte Istat un Pil pro capite aumentato rispetto al 2008 ed un reddito dichiarato Irpef pro capite superiore alla media regionale) sono comunque al lavoro centinaia di persone immigrate – che hanno famiglia, portano i loro figli a scuola, pagano le tasse e lavorano nelle nostre imprese. Basta fare un giro in alcune realtà della piccola media industria per rendersi conto di quante persone, anche immigrate, oggi sono regolarmente impiegate quasi sempre in lavori da noi rifiutati. Queste persone – sostiene il sindaco – sono un pezzo indispensabile per la nostra economia, non lo dico io, lo dice la Confindustria del nord est, che è cresciuta anche grazie ad importanti nuovi investimenti industriali da Versalis ad Amp, da Celanese a Benvic a Berluti fino all’espansione della Rexnord di Masi torello….per restare qui vicino. Tutte realtà produttive in crescita che hanno bisogno di manodopera, non laureata, con diritti e doveri non solo gli uni o gli altri a seconda delle convenienze della propaganda. Probabilmente a Bondeno non c’è bisogno di tutta questa occupazione, basti pensare alla riconversione dell’ex zuccherificio in Pastificio che deve ancora sfornare il suo primo maccherone!”.

Tagliani cita poi la “vitalità e della ricchezza di iniziative culturali, sociali e turistiche della città di Ferrara” e il fatto che “i ragazzi di terza media non pagano l’autobus e su tutto il territorio comunale si paga, grazie al sostegno del comune, solo un biglietto urbano”. Di contro, “rammento che il costo del servizio raccolta dei rifiuti a Bondeno è più caro pro capite che a Ferrara”.

Ed ecco allora, che nella lettura di Tagliani “quello bondenese di Fabbri è dunque un modello che non reputo vincente e che non mi sentirei di riprodurre a Ferrara. Io per la verità non penso certo che la mia città sia un modello da proporre a Milano, ma ho almeno l’umiltà di non fare confronti”.

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