Lun 7 Gen 2019 - 438 visite
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Decreto sicurezza, scontro anche ad Argenta

Il leghista Curtarello replica al vicesindaco Baldini: "Non è dalla parte della sicurezza ma ne fa una battaglia ideologica"

Ottavio Curtarello

Argenta. La polemica sul Decreto Sicurezza scoppiata a livello nazionale tocca anche Argenta. Se per il vicesindaco Andrea Baldini la “situazione è sotto controllo”, anche se ribadisce il “principio di umanità e di buonsenso” contro un decreto superfluo ma preoccupante perché rischia di “aumentare la clandestinità e l’insicurezza”, per il coordinatore provinciale della Lega argentana Ottavio Curtarello il “vicesindaco non si accorge di cosa avviene nel proprio Comune: oggi gli argentani chiedono più legalità, sicurezza e buonsenso”.

“La questione dei ‘diritti fondamentali violati’ sollevata da alcuni sindaci Pd e ripresa anche da Baldini è inesistente oltre che a essere una scusa per allontanare i riflettori dai veri problemi delle comunità e ottenere un po’ di consenso e visibilità – attacca il leghista -. Infatti l’iscrizione anagrafica è relativa al solo fatto che chi viene in Italia non può intromettersi in graduatorie pubbliche in modo da scavalcare chi è già in graduatoria; non verrà negato alcun diritto essenziale e fondamentale; i minori verranno assistiti fino alla maggiore età – siano residenti o domiciliati – mentre l’assistenza sanitaria è prestata a chiunque si trovi sul suolo nazionale e ne abbia necessità”.

“È un provvedimento che ha come obbiettivo generale quello di riportare a una gestione ordinaria il sistema di asilo nazionale attraverso anche la contrazione dei tempi di esame delle istanze e una loro valutazione oggettiva – afferma Curtarello -. Nelle frazioni argentane ma come poi anche ad Argenta città, invece, in questi ultimi tempi sono aumentati gli stranieri molti dei quali irregolari sul territorio: è recente il caso scoperto dalle forze dell’ordine di alcuni irregolari ospitati da un proprio connazionale. Baldini parla tanto di cooperative che operano per l’integrazione dei migranti ma poi non sappiamo realmente chi circola tra le vie delle nostre città”.

“Ecco anche su questo punto il provvedimento è chiaro: chi commette reati gravi come violenza sessuale, spaccio di droga, violenza a pubblico ufficiale, furto aggravato e rapina viene espulso. Ma il provvedimento prevede anche altro – prosegue il coordinatore del Carroccio -: Daspo per soggetti pericolosi, introduzione del reato di accattonaggio molesto (depenalizzato dal Pd), nuove assunzioni per la Polizia Locale, fondi per la sicurezza urbana e sorveglianza, teaser; insomma tutte misure atte a riportare sicurezza nelle comunità, anche quelle piccole”.

“Gli amministratori locali che non trovano nulla di buono in questo provvedimento non sono dalla parte della sicurezza dei propri cittadini ma ne fanno una battaglia ideologica a discapito di chi gli paga lo stipendio – è l’ultimo affondo del leghista -. Se avessero a cuore i propri cittadini e i propri territori sarebbero grati al Decreto-Salvini anziché criticarlo inutilmente”.

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