Ven 14 Dic 2018 - 1017 visite
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Le zucche del carcere alla conquista della città

Ogni donatore di sangue che si recherà ad Avis nei giorni pre-natalizi riceverà in omaggio una zucca del 'Galeorto'

di Marcello Celeghini

Una produzione di zucca violina che dal carcere dell’Arginone va alla conquista della città. È stato presentato il progetto ‘Fai un nodo alla zucca’ che vede tra gli attori la Casa Circondariale, Avis, Coldiretti Ferrara e l’Associazione Viale K.

Il progetto nasce per dare valore alla produzione del Galeorto, i cinque ettari di terreno nell’ambito della Casa Circondariale in cui alcuni detenuti si impegnano quotidianamente in attività di coltivazione di ortaggi stagionali. Di questi, circa due ettari compongono l’orto dei ristretti all’interno della zona delimitata dalla cinta muraria, mentre gli altri tre ettari sono collocati all’esterno della cinta muraria ma comunque all’interno dell’intorcinata del carcere e sono coltivati da tre detenuti che fruiscono di un programma di lavoro in attività di pubblica utilità.

Grazie all’idea di Avis, le zucche del Galeorto saranno regalate ad ogni donatore volontario di sangue che si recherà a donare presso la sede centrale di Ferrara da lunedì 17 fino a Natale. Una zucca per ogni donazione, quindi, che sarà un piccolo gesto di riconoscenza verso chi dona sangue e servirà a far conoscere alla cittadinanza il progetto del Galeorto.

A mostrare l’orto ci hanno pensato direttamente i tre detenuti che abitualmente se ne occupano, Sing, Oland e Bugat, questi i loro nomi, che proprio giovedì mattina erano intenti nella piantumazione dei bulbi di cipolla e nella manutenzione delle piante di fragola in vista dei rigori invernali. “L’orto è stato una svolta per l’attività detentiva a Ferrara- rivela la comandante della Polizia Penitenziaria, Annalisa Gadaleta-. È una nuova sfida che ci vede impegnati e che può servire ai detenuti per acquisire nuove competenze spendibili una volta fuori dal carcere. Negli orti interni abbiamo circa trenta detenuti impegnati che mostrano tanto entusiasmo in quello che fanno”.

Un modo di far conoscere l’attività del carcere alla Città. “Il carcere è strettamente legato al territorio su cui insiste- spiega il direttore della Casa Circondariale, Paolo Malato-. Per la nostra attività di rieducazione è fondamentale avere un territorio così disponibile e collaborativo. Con Avis, Coldiretti e Associazione Viale K, in particolare, abbiamo una sinergia assai proficua che ci consente di elaborare continuamente nuovi e innovativi progetti”.

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