Mer 5 Dic 2018 - 148 visite
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Radiazione Venturi. “Ambulanze e ospedali senza medici, quale sanità nel nostro futuro?”

Malaguti (FdI): "Le strategie sanitarie stridono con le dichiarazioni dell'assessore regionale"

Mauro Malaguti e Sergio Venturi

“Grandi ospedali lontani ai più, meno medici a disposizione, ambulanze senza medici a bordo: quale sanità ci aspetta nei prossimi anni?”. È la domanda che si pone Mauro Malaguti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, a pochi giorni dalla radiazione dell’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi dall’Ordine dei medici di Bologna per la delibera firmata ormai due anni fa che permetteva l’accesso ai soli infermieri e soccorritori a bordo delle ambulanze.

Ma la riflessione di Malaguti è più ampia. “Quanti piccoli ospedali nella nostra, geograficamente vasta, provincia sono stati chiusi o declassati negli ultimi anni all’insegna di una razionalizzazione delle risorse, per concentrare l’assistenza nei grandi nosocomi come il polo di Cona o il Delta? Quante battaglie per l’ospedale di Comacchio o Copparo, o per il vecchio Sant’Anna di Ferrara, rese inutili dalle strategie sanitarie dell’amministrazione regionale e provinciale con la conseguenza, ovviamente, di percorsi più lunghi per le ambulanze del Pronto soccorso che devono ora coprire aree più vaste”.

“Una delle giustificazioni per tale scelta – spiega il coordinatore FdI – era che le ambulanze di nuova generazione sono praticamente dei piccoli ospedali, attrezzate per la messa in sicurezza dei pazienti nel primo soccorso, sino al raggiungimento della struttura ospedaliera”.

Ora scoppia il caso dell’assessore Venturi, radiato dall’Ordine dei medici per la delibera 2016 che consente ambulanze senza medici a bordo. “Ma questa scelta dell’assessore, che di fatto lascia le diagnosi del primo soccorso agli infermieri, quando spesso la diagnosi è uno degli aspetti più complessi da affrontare, non stride proprio con le precedenti affermazioni di ‘ambulanze come piccoli ospedali’? Piccoli ospedali senza medici?”.

Inoltre, da poco la federazione medici di medicina generale (Fimmg) e il sindacato dei medici dirigenti (Anaao) hanno denunciato il rischio di una drastica carenza di medici per il turnover dei prossimi 5 anni. “E’ ciò che si determinerà nel nostro paese per effetto dei pensionamenti sia nel settore dei medici di famiglia, sia in quello della specialistica nelle strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale – prosegue Malaguti -. In relazione alle proiezioni fatte si stimano meno 45mila medici di base nei prossimi 5 anni e meno 80mila nei prossimi 10, con un saldo negativo in relazione ai nuovi ingressi di 22mila”.

Il rischio, sottolineato da Fimmg e Anaao, “è che per i prossimi 5 anni 14 milioni di italiani restino senza il medico di famiglia – riporta il coordinatore di Fratelli d’Italia -. Più complesso invece fare previsioni sulla carenza di medici specialistici, perché per le nuove assunzioni occorre basarsi sui concorsi banditi dalle regioni, alcune delle quali con il blocco del turnover parziale o totale per il rispetto dei parametri si spesa, e l’attuale sistema delle scuole di specializzazione non ne garantirà quindi la copertura degli organici, con carenze soprattutto di pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi.

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