Sab 1 Dic 2018 - 1340 visite
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L’ordine dei medici radia l’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi

Concluso con la massima pena il procedimento aperto dopo la firma della delibera che permetteva agli infermieri soli di salire sulle ambulanze. Già annunciato il ricorso: "Sono senza parole, pensavo prevalesse il buonsenso"

L’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi / Archivio

di Martin Miraglia

Si è concluso nella notte di venerdì con la radiazione, al quale l’interessato fa sapere che farà ricorso, il procedimento disciplinare aperto dall’ordine dei medici di Bologna contro l’assessore alla sanità della Regione Sergio Venturi, medico di professione, per la delibera firmata ormai due anni fa che permetteva l’accesso ai soli infermieri e soccorritori a bordo delle ambulanze.

Il procedimento, la cui esistenza era stata resa nota al pubblico dallo stesso Venturi quasi due mesi fa, era stato promosso dal presidente dell’ordine bolgonese Giancarlo Pizza, che non era presente all’annuncio della decisione nella serata di ieri insieme a Stefano Pileri e Maurilio Marcacci, mentre l’ex preside della facoltà di Medicina di Bologna Luigi Bolondi si è allontanato al momento della votazione con un comportamento letto come una manifestazione di dissenso.

“È una decisione inconcepibile, non tanto per me, ma perché manca di rispetto alla giunta dell’Emilia Romagna, istituzione che rappresento e di cui, di fatto, viene bocciata in maniera politica una delibera. Io invece il rispetto per l’organo che mi ha giudicato l’ho dimostrato, presentandomi a questa seduta”, è il commento dell’assessore regionale che poi si dice “senza parole, pensavo prevalesse il buonsenso”. Dichiarazioni che seguono quelle di due mesi fa quando Venturi denunciava invece l’ordine di agire con “infondatezza, illegittimità e strumentalità”.

Questo non è tuttavia il primo scontro tra l’ordine bolognese e i dirigenti della sanità: già lo scorso anno, a marzo, l’ordine sospese per sei mesi il direttore sanitario dell’Asl di Bologna Angelo Fioritti dopo un procedimento durato circa un anno e che coinvolge almeno una decina di medici tra Bologna, Modena e Piacenza. Fioritti si dimise dall’incarico appena due mesi dopo spiegando nella sua lettera di dimissioni di “non poter proseguire l’attività con la dovuta serenità in assenza a tutt’oggi delle motivazioni del provvedimento”.

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