gio 15 Nov 2018 - 87 visite
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A Roma la mostra sull’architettura ferrarese di Biagio Rossetti

Il grande artista secondo Bruno Zevi. Una sala dedicata appositamente alla città estense degli anni '50

Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Bruno Zevi, nel pomeriggio di ieri, mercoledì 14 novembre, alla presenza dell’assessore ai Lavori pubblici e Beni monumentali del Comune di Ferrara Aldo Modonesi, accompagnato dallo storico del Comune Francesco Scafuri, è stata inaugurata nella sede della Fondazione Bruno Zevi a Roma (via Nomentana 150) la mostra “Biagio Rossetti secondo Bruno Zevi”.

L’esposizione, a cura di Francesco Ceccarelli, Matteo Cassani Simonetti e Adachiara Zevi, è realizzata dalla stessa Fondazione in collaborazione con il Comitato tecnico scientifico per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Biagio Rossetti.

La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino all’11 febbraio 2019, rivisita l’esposizione “Identità di Biagio Rossetti” tenutasi nel Teatro Comunale di Ferrara nel 1956, dedicata al grande architetto rinascimentale e realizzata sotto la direzione di Bruno Zevi, che di Rossetti esaltò il ruolo e lo straordinario valore nella monumentale monografia pubblicata da Einaudi nel 1960 dal titolo “Biagio Rossetti architetto ferrarese. Il primo urbanista moderno europeo”.

Apprezzamenti da parte del pubblico sono stati espressi per gli allestimenti dell’esposizione, con la quale la Fondazione Bruno Zevi e il Comitato tecnico scientifico per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Biagio Rossetti hanno voluto proporre una riflessione storica e critica su quell’esperienza della cultura architettonica postbellica. Una sala è stata dedicata appositamente alla Ferrara degli anni ’50, con una rassegna di documenti inediti dell’archivio comunale della città estense e dell’archivio Carlo Savonuzzi, uno dei più importanti ingegneri ferraresi del Novecento.

I materiali in mostra sottolineano, secondo gli organizzatori, un linguaggio inedito, dal forte impatto espressivo, che all’epoca fornì nuove chiavi di lettura per l’interpretazione della città storica.

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