mer 14 Nov 2018 - 242 visite
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Camere di Commercio, Confartigianato punta il dito contro Ascom e Confesercenti

Vancini e Cirelli, da sempre contrari all'accorpamento, invitano le associazioni di categoria ad "assumersi la responsabilità dell'errore"

La Camera di Commercio di Ferrara avrebbe dovuto e potuto rimanere autonoma in quanto ente virtuoso. Il fatto che oggi alla stessa conclusione siano giunti in maniera bypartisan sia il Pd (consigliera regionale Marcella Zappaterra) sia la Lega (ministro Gian Marco Centinaio), la dice lunga su una “riforma cominciata male e finita peggio”.

Si riassume così il pensiero della Confartigianato, da sempre contraria all’accorpamento dell’ente camerale, in particolare con Ravenna. Puntando sull’aspetto politico, Giuseppe Vancini e Paolo Cirelli, rispettivamente segretario generale e vicesegretario, rievocando il modello ‘Cispadana’, sperano si possa ritrovare un “filo comune tra le associazioni di categoria, al di fuori di strumentalizzazioni”.

Motivo per cui invitano Ascom e Confesercenti – “che hanno fatto saltare il tavolo consegnando la poltrona di presidenza a Ravenna” è il sassolino tolto dalla scarpa – ad “assumersi la responsabilità dell’errore” e a “guardare avanti in maniera pragmatica”.

Vancini e Cirelli ricordano infatti che la Confartigianato ha da sempre espresso contrarietà all’operazione, “fino a rischiare l’isolamento”, e ha proposto, rimanendo “inascoltata”, che il consiglio camerale facesse una delibera per consentire alla Regione Emilia Romagna di fare ricorso. “Richiesta non votata e boicottata facendo mancare il numero legale”, rimarcano.

Si dicono tuttavia certi che ci siano margini per riprendere la questione: “Serve però coraggio”. E sollecitano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a sollecitare a sua volta il governo. “Perché la legge esiste, e su questo non ci piove, può però essere modificata”.

“I rinvii – la chiosa di Vancini – non servono. La soluzione peggiore sarebbe l’accoglimento dei soli ricorsi. In un simile caso, non avendo mai espresso un voto a favore dell’autonomia, non avremmo infatti nulla in mano e nessuna carta da giocare”.

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