Sab 3 Nov 2018 - 2791 visite
Stampa

Aldrovandi negli stadi. Moretti: “Potranno far togliere tutti gli slogan e tutte le magliette, ma Federico non sparirà”

La trasmissione 'Rabona-Colpo a sorpresa' di Andrea Vianello si è soffermata sulla controversa questione che affligge la tifoseria estense. La madre: "Mio figlio parte della storia di questa Ferrara"

di Davide Soattin

Dopo i controversi eventi di Genova e Roma delle ultime due stagioni ed un’interpellanza parlamentare al ministro Salvini, presentata nei giorni scorsi dal Partito Democratico, anche Raitre ha voluto dedicare uno spazio del proprio palinsesto al diniego che si sono visti opporre i tifosi spallini alla richiesta di introdurre nel settore ospiti del Ferraris e dell’Olimpico la bandiera con il volto di Federico Aldrovandi.

Andrea Vianello infatti, con la sua nuova trasmissione ‘Rabona-Colpo a sorpresa’, in seconda serata ha raccolto le testimonianze e le impressioni dei protagonisti, e non solo, di una delle maggiori pagine che hanno segnato la cronaca nera ferrarese, circa questa scottante questione.

“La storia di Federico è una ferita che rimane aperta perché in fondo non c’è stata una vera giustizia, visto che ancora oggi le forze dell’ordine non vogliono che venga ricordata negli stadi – ha raccontato Patrizia Moretti, madre del ragazzo picchiato a morte da quattro poliziotti nella notte del 25 settembre 2005, facendosi portavoce di un ideale stampato su quel vessillo che da anni ormai viene sventolato con fierezza dalla Ovest nelle gare casalinghe e non -. Cercando di cancellare il volto di Federico però non fanno altro che aumentare la consapevolezza che quello che è accaduto è stato gravissimo ed è stato per mano di uno Stato che deve cambiare. Federico fa parte della storia di questa Ferrara ed il suo ricordo non può essere cancellato. Potranno far togliere tutti gli slogan e tutte le magliette, ma Federico non sparirà”.

Un trattamento, quello riservato nelle ultime trasferte lontano da Ferrara alla tifoseria estense, che ha lasciato perplesso anche l’avvocato Fabio Anselmo, già difensore della famiglia sin dalle prime battute della vicenda giudiziaria, incapace di comprendere come il volto di Aldro possa veramente rappresentare una provocazione: “Federico è vittima e non carnefice. La sua è un’immagine di non violenza. E’ la faccia di un ragazzo di diciotto anni che ha perso la vita. Non è quello di un facinoroso o di un criminale, ed è per questo motivo che non riesco a capire cos’abbia di negativo. Non farlo entrare negli stadi significherebbe nascondere un momento di in cui lo Stato italiano è riuscito a processare se stesso ed è riuscito ad arrivare alla verità”.

“Queste sono enormi manifestazioni di vicinanza, di solidarietà e di affetto verso le nostre famiglie e verso i nostri defunti, possibili solamente grazie al pensiero e al lavoro di splendidi ragazzi – ha poi concluso Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, divenuto anch’egli simbolo ed oggetto del ricordo di numerose tifoserie italiane, insieme a tanti altri giovani che hanno avuto lo stesso identico sfortunato destino -. Vedere i nomi ed i volti dei nostri cari negli stadi per me ha un significato importantissimo. Un significato carico di bellezza, che ci dice come loro, che sono morti da soli, ora non lo siano più. E insieme a loro, non lo siamo più nemmeno noi”.

Stampa
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Leggi qui la Cookie e la Privacy Policy.

Chiudi