Sab 27 Ott 2018 - 509 visite
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Ariosto Pallamano, quarant’anni di attività tra emozioni e ricordi

La società ferrarese celebrata al convivio del Panathlon Club. L'ex allenatrice Pareschi: "Ci siamo ritrovate con lo stesso spirito del 1978"

Foto di Isabella Gandolfi

di Davide Soattin

Un viaggio nei ricordi e nelle emozioni di un passato glorioso, percorso a ritroso nel tempo attraverso i pensieri, gli aneddoti e le parole di chi, dal punto di vista sportivo e soprattutto umano, quell’esperienza vincente e allo stesso tempo edificante, l’ha vissuta da protagonista.

Un viaggio che proprio questo mese ha compiuto un compleanno speciale, forte di un’attività che dall’ottobre del 1978 continua ininterrottamente a regalare soddisfazioni alla Ferrara sportiva, grazie ad un pallone, due porte e sette donne che ancora oggi lottano, sudano e corrono sul parquet del Palaboschetto.

I festeggiamenti per i quarant’anni dell’Ariosto Pallamano femminile, celebrati al convivio del Panathlon Club di Ferrara, nella suggestiva cornice dell’agriturismo Principessa Pio, sono stati tutto questo.

Un momento amarcord per rivivere quell’esperienza esaltante nata grazie all’interessamento e all’impegno di un gruppo di insegnanti, di atlete e di genitori del Liceo Ginnasio Ariosto, dopo che la rappresentativa d’istituto aveva conquistato il titolo italiano alle finale nazionali dei campionati studenteschi nel luglio 1978 a Bari.

Sulla panchina di quella squadra sedeva all’epoca la professoressa Luciana Boschetti Pareschi, attuale delegato provinciale del Coni, protagonista assoluta della serata sia in veste di prima allenatrice nella storia della compagine estense, che di presidente proprio del Panathlon Club: “Quando abbiamo deciso di organizzare una festa per celebrare questo importante anniversario, ho chiamato le ragazze, e tutte insieme abbiamo pensato cosa fare. Il loro impegno si è tramutato in quello che abbiamo visto questa sera, e dopo quarant’anni ci siamo nuovamente ritrovate con lo stesso spirito del 1978”.

“A parlare di queste donne, mi emoziono ancora oggi – ha poi proseguito la Pareschi -. Mi emoziono perché quando ho cominciato con loro si trattava di un liceo sperimentale, e sentivo la necessità di fornire qualcosa di diverso. Volevo farle sentire sportive e allo stesso tempo aiutarle nella vita, rendendole autonome e responsabilizzandole. Vedendole qui questa sera, sapendo quali vite e carriere hanno intrapreso, posso dire di aver raggiunto in pieno il risultato”.

Un traguardo, quello tagliato con vigore dalla società di casa nostra, omaggiato anche dai vertici della Federazione Italiana Gioco Handball, presenti alla cena nella persona del presidente Pasquale Loria, che tra le altre cose ha voluto consegnare al sodalizio ferrarese una targa di riconoscimento: “Essere presente a questa bellissima festa mi ricorda l’inizio della mia carriera, visto che diverse volte incrociai l’Ariosto. Si respira tanto entusiasmo qui e ho sentito tante belle parole. Tutto ciò significa che è stato fatto qualcosa di veramente importante”.

“Stiamo parlando di una società storica, di una piazza che conserva una grande tradizione, e credo che proprio queste realtà debbano avere un ruolo importante nella crescita di tutto il movimento – ha successivamente concluso il numero uno della pallamano nazionale -. Ferrara era tra le società di primo livello anni fa e ora, grazie alla solidità data da un interessante progetto, è nuovamente tornata ad essere ai vertici italiani”.

Tra selfie ricordo, autografi, cartoline marcate con l’annullo filatelico emesso apposta per l’occasione da Poste Italiane ed un libro scritto e voluto dalle stesse ex pallamaniste dal titolo ‘Prof. Posso andare in palestra?’, la serata poi è lentamente scivolata verso il proprio epilogo, con i momenti clou del taglio della torta e della rituale foto di gruppo con tanto di divise celebrative, che hanno fermato il tempo e hanno riportato le atlete agli inizi della loro pionieristica esperienza nel mondo dell’handball, suggellando un’amicizia ed un’unità di gruppo destinate a durare ancora per decenni e decenni.

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