mer 3 Ott 2018 - 1180 visite
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Femminismo e immigrazione, Internazionale “non ha paura del futuro”

La dodicesima edizione del festival porta 215 ospiti a Ferrara per 112 incontri. Un'agorà di voci da tutto il mondo

Quest’anno il mondo di Internazionale a Ferrara è donna e balla sui tacchi rossi con una sveglia sotto lo slogan “il tempo è scaduto, è arrivato il momento di agire”. La dodicesima edizione del festival di giornalismo è ispirata al movimento femminista che “ha ritrovato fiducia in se stesso” fa gli onori di casa la direttrice Luisa Ciffolilli in un tavolo composto prevalentemente da donne.

Si preannuncia un weekend militante e ‘in rosa’ quello che da venerdì 5 a domenica 7 ottobre porterà in città oltre 215 ospiti, di cui quasi il 50% donne, ça va sans dire, per affrontare i temi di attualità più interessanti in 112 incontri per 250 ore di programmazione in una “città sempre pronta e accogliente che si stringe attorno a questo festival che ci sta a cuore” commenta il vicesindaco Massimo Maisto che, anche se è l’ultimo di questa legislatura, assicura: “Non abbiamo paura del futuro“.

Si parlerà quindi del femminismo di oggi, in particolare nel confronto tra attiviste femministe da tutto il mondo ospitate venerdì alle 21 al teatro Comunale, particolarmente apprezzato dalla presidente Roberta Ziosi che ha visto con i propri occhi “i tanti confini di genere che affliggono ancora l’ambiente dello spettacolo, mentre Internazionale è una eccellenza costruita da donne insieme a uomini illuminati”.

Al centro del palinsesto anche i conflitti internazionali, dallo Yemen alla Siria fino alla Somalia, e inevitabilmente l’immigrazione a cui sarà dedicata l’incredibile performance di Gipi che dalle 9.30 di venerdì inizierà a leggere i nomi dei 34mila migranti morti dal 1993 a oggi nel tentativo di raggiungere l’Europa in mare, nel deserto o nei centri di detenzione. Un’impresa che andrà avanti tutta notte e “Fino a quando resisto – scrive l’artista sui social – per ricordo, per rispetto, per tentare di alleviare i sensi di colpa e perché qualcuno dei loro cari possa dire ‘Allora non li hanno completamente dimenticati“.

Non sono solo numeri, dietro ci sono persone e storie, come quella di Behrouz Boochani, giornalista curdo iraniano recluso nel centro di detenzione dell’isola di Manus, vincitore del premio Anna Politkovskaja che verrà consegnato al suo traduttore Omid Tofighian venerdì alle 10 all’Apollo. Alla cerimonia inaugurale del festival seguirà la proiezione del documentario girato in segreto da Boochani e un dibattito sulle condizioni dei richiedenti asilo in Australia, “da non prendere più come modello di gestione dell’immigrazione” anticipa Ciffolilli.

Un tema spinoso e oggetto di una “campagna mediatica terribile”, definita un vero e proprio “killeraggio” da Maisto, come sa Medici Senza Frontiere che però si sente “protetta, al sicuro e ben accolta a Ferrara” dove è possibile “parlare in maniera civile e costruttiva” confida Giuska Ursini che ha preparato un “circuito delle emozioni nel corner in piazza dove entrare in empatia con persone diverse da noi”.

La “criminalizzazione delle ong” sarà protagonista di diversi appuntamenti (da segnalare “Attacco alla solidarietà“, sabato alle 17 al Comunale e la proiezione di “Sorelle d’Italia“, domenica alle 14.30 al cinema Apollo) anche attraverso la campagna “Umani” che celebra il gesto umanitario e invita all’aiuto reciproco, tutto da ballare dalle 22 di sabato in piazza Municipale per il dj-set “Durban dance” in cui la musica elettronica di Nan Kolè incontra i ritmi africani di Citizen Boy.

Cidas e Camelot sperimentano la fusione occupandosi invece della difesa dei diritti dei ragazzi italiani vulnerabili e dei minori stranieri non accompagnati, una “piaga enorme e terribile” spiegano i rispettivi presidenti, Cristiano Capisani e Patrizia Bertelli, nell’evento “Non lasciateci soli” in programma venerdì alle 19 al Ridotto.

E ancora: appuntamenti dedicati al cibo (tra cui la lotta allo spreco lanciata dalla Cir sabato alle 11.30 al Ridotto, l’agricoltura biologica di Alce Nero raccontata domenica alle 11.30 al Nuovo e l’esperienza imprenditoriale delle donne raccolta da Cso Italy sabato alle 17.30 al Ridotto), proiezioni di Mondovisioni (ben otto i docufilm in anteprima al Boldini), mostre (come la tradizionale World press photo al padiglione di arte contemporanea) ed eventi Unife (su tutti il workshop con Paolo Giordano andato sold out, ma il vincitore del premio Strega con La solitudine dei numeri interverrà anche venerdì alle 15.30 a Economia).

“Siamo orgogliosi ed emozionati di rendere ancora Ferrara un’agorà di voci grazie a un festival che continua a crescere sul territorio, aumentando gli sponsor (si aggiunge Sipro alle storiche Camera di Commercio e Cgil) e le collaborazioni con associazioni e musei (sconti per chi visita il Meis)” ribadisce in chiusura Giulia Toschi, presidente dell’associazione If, affiancata dalla presidente Arci Alice Bolognesi che dà i numeri della rassegna: 85 responsabili di spazio (pagati), 90 studenti coinvolti nell’organizzazione, 23 location, 17 alberghi e 10 ristoranti, 320 studenti partecipanti agli incontri, 16 workshop con 372 iscritti, 16 interpreti più due del Lis, 11 laboratori per bambini e 70 studenti a Portomaggiore per l’appuntamento di sabato alle 10 nella sala consiliare portuense.

Tanti mini-festival nel festival che offrirà anche momenti di puro spettacolo: da non perdersi il funambolo Alex D’Emilia che sabato e domenica, alle 16.30, passeggerà con leggiadria sulla fune tirata tra le torri del Castello e il “Pic-nic per l’Europa” organizzato alle 13 di sabato al parco Massari per “pranzare insieme all’aperto contro il ritorno delle divisioni, della xenofobia e delle discriminazioni”. Tutto il programma è consultabile cliccando qui.

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