A poche settimane dalla scadenza dell’accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo. Attualmente sono circa una trentina le persone ancora ospitate nella struttura gestita con il supporto di Caritas Ferrara. Alcuni hanno trovato una sistemazione a partire da luglio, ma per gli altri la ricerca di una casa continua a essere una corsa contro il tempo.
Le volontarie di Caritas raccontano di aver tentato diverse strade: dalla ricerca di immobili da destinare a una nuova accoglienza collettiva fino al contatto diretto con proprietari e agenzie immobiliari per appartamenti, stanze e posti letto. Finora, però, con risultati limitati.
A pesare non sarebbe soltanto la scarsità di alloggi disponibili sul mercato ferrarese. Secondo quanto riferito dalle volontarie che stanno affiancando gli sfollati, emergerebbero anche episodi che lasciano intravedere possibili discriminazioni legate all’origine delle persone in cerca di casa.
“Capita che un’agenzia o un proprietario si mostrino disponibili al telefono, poi smettano di rispondere quando scoprono che il potenziale inquilino è di origine africana”, racconta Silvia, impegnata nella ricerca di alloggi. “Parliamo di persone che lavorano da anni in Italia, con contratti a tempo indeterminato, stipendi regolari e una storia di affitti sempre pagati”.
Tra i casi seguiti in queste settimane c’è quello di un lavoratore impiegato da oltre dieci anni in un’azienda del territorio. “Ha un contratto stabile, parla perfettamente italiano, può dimostrare di aver sempre pagato regolarmente affitti e utenze. Eppure continua a incontrare ostacoli. Viene spontaneo chiedersi quale sia il problema”, spiega Silvia.
Non mancano, tuttavia, esempi di solidarietà. Una proprietaria ha messo a disposizione una stanza in una casa recentemente ristrutturata, accogliendo uno degli sfollati. Un gesto che gli operatori definiscono “straordinario” e che dimostra come, accanto alle chiusure, esista anche una parte della comunità pronta a dare una mano.
Dai racconti emerge però un clima che sarebbe diventato più difficile dopo l’emergenza Grattacielo. “Negli anni avevamo costruito rapporti di collaborazione con diversi interlocutori. Oggi percepiamo maggiore diffidenza e chiusura. Questo rende tutto più complicato sia per noi che per le persone che stiamo cercando di aiutare”.
L’appello resta aperto. Chiunque disponga di un appartamento, una stanza o anche un posto letto e possa a metterlo a disposizione può contattare Caritas Ferrara che sta seguendo gli sfollati. Ora le volontarie possono accogliere le disponibilità anche al nuovo sportello di viale Po 4, tutti i venerdì dalle 18 alle 20.
“In questo momento va bene davvero qualsiasi soluzione dignitosa”, conclude Silvia. L’obiettivo è evitare che, alla scadenza dell’ospitalità al San Bartolo, decine di persone che lavorano e vivono regolarmente a Ferrara si ritrovino nuovamente senza un tetto sopra la testa.
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