Argenta, ai domiciliari l’infermiere indagato per omicidio in ospedale
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
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A Ferrara giornalisti e operatori analizzano i pericoli del racconto dal fronte tra accessi limitati, manipolazioni e nuovi rischi per l’informazione indipendente
I vigili del fuoco rimangono a digiuno e scatta inevitabilmente la protesta. A Ferrara come in altre città d’Italia. Il motivo è la mensa che non c’è più. Il servizio, che veniva garantito in passato, non verrà più erogato. Lasciando gli operatori “digiuni e abbandonati”. E soprattutto in stato di agitazione contro la determina entrata in vigore il 1° gennaio.
“Il servizio mensa è stato ridimensionato in peggio – spiega Paolo Franzoso, segretario provinciale Conapo, sindacato autonomo dei pompieri di Ferrara, che ha proclamato lo stato di agitazione -. In molte caserme i vigili del fuoco si sono ritrovati dal primo gennaio ad utilizzare, per mangiare, il buono pasto o il catering veicolato (pasto preparato altrove e portato in caserma confezionato e cotto). Queste due modalità, come evidente, non si conciliano per niente con il lavoro del pompiere e con la mancanza di orari fissi”.
Un disagio anche per gli ‘angeli del fuoco’ ferraresi. Nelle sedi di Cento, Portomaggiore, Codigoro e Comacchio è stata imposta la modalità del buono pasto. “Male minore – commenta Franzoso – se non fosse che il personale non ha ricevuto, nonostante l’insistente richiesta da parte dei sindacati, alcuna indicazione sulle modalità di svolgimento ed attuazione del servizio, né tanto meno fisicamente alcun buono pasto”.
La conseguenza è tristemente ovvia e inevitabile: “Nei turni diurni e notturni del 1° e 2 gennaio, i vigili del fuoco sono rimasti senza cibo, sia a pranzo che a cena – denuncia il sindacalista -. Situazione ancora più paradossale se si pensa che le alte sfere del Comando di Ferrara non hanno cercato di trovare una soluzione che permettesse, almeno al momento, di assicurare ai vigili in servizio un pasto caldo come da circolare ministeriale. Un fatto che ha dell’incredibile!”.
I pompieri infatti svolgono turni continuativi di 12 ore ed “è del tutto sconveniente – puntualizza Franzoso – rimanere senza mangiare”. Ma attenzione, “non è una questione legata alla pretesa di pasti luculliani – precisa ancora il segretario del Conapo -. Per i vigili del fuoco è previsto un vero proprio obbligo ministeriale di assumere un quantitativo minimo di calorie durante il turno di servizio, proprio per poter assicurare così un pronto intervento per servizio tecnico urgente pubblico in condizioni ottimali”.
E invece il lavoro c’è ancora, ma si svolge a stomaco vuoto. “I vigili sono stati lasciati digiuni ed abbandonati – segnala in chiusura il sindacalista -. Siamo onorati di essere considerati eroi dai cittadini, ma siamo pur sempre esseri umani ed abbiamo bisogno come tutti di mangiare, per poter essere sempre pronti ad offrire il miglior servizio al cittadino”.
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