Mar 14 Nov 2017 - 1359 visite
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Il saluto del questore: “Ho lottato contro la minaccia alla tranquillità di Ferrara” 

Per Sbordone obiettivo raggiunto grazie al coinvolgimento delle forze di polizia, dei privati impegnati e della gente”

Il questore Antonio Sbordone

Lascia “una provincia tranquilla che legittimamente aspira a rimanere tranquilla”. Il questore Antonio Sbordone invia alle redazioni una lettera di commiato prima di prendere servizio presso Reggio Emilia, sua nuova destinazione.

E lo fa ricordando il momento del suo insediamento, nel gennaio del 2015, quando in proposito disse infatti di aver “trovato una popolazione tranquilla, che ha un forte desiderio di restare tranquilla”, concetto ribadito nel maggio successivo alla Festa della Polizia.

E allora secondo il numero uno di Palazzo Camerini la missione è stata compiuta, dal momento che già allora “avevo percepito, infatti, di essere al cospetto di una comunità orgogliosa e anche gelosa della sua storia, della sua bellezza e del suo vivere quieto. E avevo nel contempo acquisito contezza del fatto che una minaccia a tale tranquillità, al netto di oggettive enfatizzazioni, si registrava effettivamente”.

Occorreva allora “mettersi al lavoro con impegno e dedizione, come del resto ho sempre fatto nella mia carriera, avvalendomi delle risorse a disposizione e valorizzandole”. E a Ferrara Sbordone ha potuto contare “su un gruppo di Funzionari di alto profilo e su un personale composto da donne e uomini straordinariamente seri e preparati. Ho provato a dare il massimo sul fronte della prevenzione, dell’ordine pubblico e della polizia giudiziaria con l’unico obiettivo di corrispondere all’aspettativa di cui ho detto”.

Il questore si fregia inoltre di non aver “mai indugiato nella narrazione delle statistiche secondo le quali «tutti i reati sono in calo», informazione che, se anche corrisponde alla realtà, non mi sembra uno strumento efficace di rassicurazione nell’attuale contesto. Ho cercato di raggiungere gli obiettivi prefissati puntando sul coordinamento e sul coinvolgimento delle forze di polizia, dei soggetti privati impegnati sul fronte della sicurezza ma anche della gente”.

E il bilancio personale guarda verso il segno “più”: “Credo di essere riuscito ad indirizzare la comunicazione istituzionale verso un obiettivo più virtuoso dello sterile apparire, che non mi affascina particolarmente”.

Anche per quanto riguarda la comunicazione infatti, il settore è stato proiettato “verso l’esigenza di consolidare nell’opinione pubblica, attraverso una corretta rappresentazione delle attività svolte, la consapevolezza di vivere in un contesto protetto”.

Poi una punta, anzi due, di orgoglio: “Sono molto orgoglioso di avere ottenuto per due volte, in pochi mesi, la presenza a Ferrara del Capo della Polizia, Prefetto Gabrielli e, l’anno scorso, del Vice Capo Prefetto Savina. Anche queste circostanze sono da valutare nel quadro complessivo entro il quale ho inteso articolare e svolgere le mie funzioni”.

Infine i saluti. “Mi permetto di ringraziare le istituzioni cittadine, con le quali ho avuto un rapporto splendido, i rappresentanti del mondo politico, sociale ed associazionistico e particolarmente le tante, veramente tante persone, conosciute in questi tre anni a Ferrara che mi hanno dimostrato il loro affetto, ricambiato”.

Quanto al suo successore, Giancarlo Pallini, “che conosco da tempo e di cui apprezzo la competenza e l’equilibrio, auguro di cuore che sotto la Sua direzione l’Ufficio raggiunga risultati migliori di quelli che ha conseguito sotto la mia, nell’interesse esclusivo della comunità ferrarese a cui voglio e vorrò sempre un gran bene”.

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