ven 13 Ott 2017 - 380 visite
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Morte da amianto, Fava rinviato a giudizio

Il legale rappresentante della Baltur accusato di omicidio colposo per il decesso dell'operaio Brugioni, colpito da mesotelioma pleurico

Cento. Inizierà a marzo il processo nei confronti di Gianni Fava, legale rappresentante della Baltur, rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Giampaolo Brugioni, ex dipendete vittima di un mesotelioma pleurico da esposizione all’amianto.

Le accuse mosse dalla procura – il titolare del fascicolo è il pm Giuseppe Tittaferrante – nei confronti di Fava (difeso dall’avvocato Marco Martines) sono cambiate nel corso del tempo a causa della morte di Brugioni all’età di 66 anni, passando da lesioni colpose a omicidio colposo.

Brugioni, una vita al servizio della Baltur, nel 2011 si ammalò di mesotelioma pleurico maligno, legata all’esposizione all’amianto che, secondo la procura, sarebbe avvenuta proprio nel posto di lavoro, durante le operazioni di pulizia e smontaggio di bruciatori e caldaie, in particolare a causa delle guarnizioni.

 

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