sab 19 Ago 2017 - 3296 visite
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Tagliani, Modonesi e Sapigni: “Per la Gad fatto tantissimo, ma il clima di odio rimane”

Sindaco e assessori chiamano in causa tre fattori: interventi spot delle forze dell’ordine, governo e Lega Nord

In questi anni è stato fatto tantissimo, ma il clima in zona Gad non è migliorato. Anzi, se possibile, è peggiorato, con punte di odio e intolleranza. È la riflessione che arriva da sindaco Tagliani e assessori Modonesi e Sapigni. Che intravedono questa deriva in tre fattori: interventi spot delle forze dell’ordine, politiche del governo e strumentalizzazioni della Lega Nord.

“La lunga e calda estate italiana, come era prevedibile, non ci ha dato tregua sul tema “immigrazione” e sui suoi correlati pertinenti: accoglienza, integrazione, degrado, criminalità – scrivono i tre amministratori -. Anzi, ci ha consegnato un inasprirsi delle posizioni determinate da una linea più rigida del ministro dell’interno Minniti, da un progressivo deterioramento del clima politico che favorisce atteggiamenti più viscerali che razionali, ma anche da un obiettivo radicamento di condotte illegali alimentate di fatto da una assenza di politiche efficaci sulla “post accoglienza” e da una cronica debolezza del controllo del territorio da parte di forze dell’ordine insufficienti e chiamate ad una emergenza dopo l’altra: prima Igor, poi la criminalità organizzata in Puglia, oggi il terrorismo”.

Tagliani e assessori rimangono fermi sull’idea di “coniugare sicurezza urbana e integrazione, tutela del territorio e mediazione, decoro urbano ed accoglienza” come “approccio culturalmente e socialmente più alto”, “soprattutto quello più coerente con la missione degli enti locali, consapevoli che la stagione dei “sindaci sceriffo”, naufragata sotto la scure della leggi e delle sentenze, ormai non guadagna neppure una riga di cronaca”.

Ma i fatti dicono che non è servito. “Eppure ci abbiamo provato: con ordinanze contingibili ed urgenti prima, con la le modifiche ai regolamenti di polizia urbana poi, ad adeguare i nostri strumenti a quello che era un compito di ordine pubblico. Non si dica che siamo arrivati tardi visto che il primo appello lo abbiamo rivolto alla ministra Cancellieri, il secondo al vice ministro Bubbico, il terzo al prefetto Gabrielli, mentre altri – e si va indietro all’inizio del nostro mandato – aprivano spazi al grattacielo per le elezioni amministrative… per chiuderli subito dopo”.

I componenti della giunta difendono il proprio operato elencando come “in questi anni abbiamo organizzato incontri, iniziative, feste, manifestazioni; abbiamo animato piazze e aree verdi; abbiamo spostato o creato nuovi mercati; abbiamo aperto giardini e nuovi spazi; abbiamo fatto attività di mediazione sociale e culturale coinvolgendo residenti e comunità di immigrati; abbiamo una unità di strada che ogni settimana è al lavoro nel quartiere; abbiamo lavorato nelle scuole; abbiamo emesso ordinanze, sanzionato e chiuso locali; abbiamo potenziato la pubblica illuminazione e raddoppiato la videosorveglianza; abbiamo arredato aree verdi e campi sportivi; abbiamo spostato la sede della polizia municipale e avviato l’unità cinofila”.

Insomma, “abbiamo fatto tantissimo, e tutto quello che ci era richiesto da Questura, Prefettura e residenti. I dati ci dicono che i reati sono in calo a Ferrara ma alla Gad di fatto il clima non si è modificato, anzi. Il senso di abbandono, di lontananza delle istituzioni e di rabbia è cresciuto tra le persone fino a manifestazioni di odio ed intolleranza. Non serve molto osservare in proposito che recenti gravissimi fatti di sangue in città non hanno riguardato immigrati e che spaccio e prostituzione ci riguardano non solo sul lato della “offerta” che ci “offende”, ma anche sul lato della “domanda” che ci dovrebbe preoccupare altrettanto”.

E i motivi del fallimento vengono individuati in tre fattori. Il primo è “una insufficiente azione, coordinata, continua e pervasiva, delle forze dell’ordine, che in questi anni hanno operato con pattugliamenti e azioni spot, magari anche eclatanti, piuttosto che con una presenza continua sul territorio”.

Ora Tagliani chiede “un cambio di marcia. Ferrara è tra le città che possono accedere alle F.I.R. (forze di intervento rapido), questo significa che c’è la possibilità di azioni disarticolanti la rete di criminalità che costituisce la evoluzione di una situazione che è cambiata da un anno a questa parte e che denunciammo già la scorsa estate”.

Lo spaccio nel centro città “si combatte con una azione convinta a partire dalle aree del grattacielo e di piazza Castellina nelle quali “risiede” la organizzazione dello spaccio. In quell’area abbiamo installato decine di telecamere che, volendolo,  potrebbero ottimizzare le azioni di contrasto. Certo anche la magistratura è chiamata a comprendere che vanno utilizzate, prima ancora delle misure speciali, le aggravanti comuni e le altre ordinarie forme di protezione sociale per assicurare il lavoro delle Forze dell’ordine.

Il secondo fattore viene ricondotto a “una politica nazionale nella gestione dei flussi dei richiedenti asilo che non ha ancora compreso che l’accoglienza senza la integrazione è insostenibile nel lungo periodo. Non è accoglienza quella che costringe per due anni, senza alcun controllo o gestione, dei ragazzi a bighellonare per parchi, o a chiedere l’elemosina fuori dai supermercati, o a prostituirsi. Non è accoglienza quella che non dà opportunità di impiegare costruttivamente il proprio tempo e fa sì che a centinaia si ritrovino, nelle aree verdi del quartiere Giardino (venendo anche da altri Comuni), mentre noi abbiamo convinto il Prefetto a escludere la Gad dalle zone di accoglienza. Occorrono strumenti normativi che consentano il lavoro, non il mero volontariato, attività di utilità sociale e di integrazione linguistica e culturale per tutti, maggiori strumenti anche per chi accoglie che deve essere più responsabilizzato”.

Il terzo motivo, infine, sarebbe ”una strumentalizzazione politica e mediatica pervasiva e sistematica. Paradossalmente oggi la Gad (e c’è una Gad in ogni città capoluogo ed in regione ci sono città con indici più alti di criminalità basti pensare a Bologna e Rimini) è indispensabile proprio alla Lega che fa breccia trasversalmente alle forse politiche, con la semplificazione di problemi complessi, l’indisponibilità ad ascoltare, il rifiuto di ogni progettualità in nome di una ipotesi di respingimento che neanche il muro di Trump ha realizzato (e si trattava di un muro non di un mare): ma che porta anche al venir meno dei principi di diritto internazionale e di civiltà, al chiudersi dell’Europa che, anche qui con un paradosso, mentre chiude le frontiere, nulla può contro certo terrorismo che colpisce egualmente”.

“Noi però non gettiamo la spugna – concludono Tagliani, Modonesi e Sapigni -: nei prossimi giorni daremo più strumenti e mezzi alla Polizia Municipale, consapevoli del sacrificio che stiamo loro chiedendo e delle difficoltà di chi lavora con “regole di ingaggio” e formazione ben diversa da quelle delle Forze dell’ordine. Chiederemo a “Fe Tua” di affiancare, durante i servizi del verde e della sosta, personale di sicurezza privata nelle aree a rischio. Continueremo ad investire anche nel contrasto amministrativo di quelle attività, commerciali o meno, che violano la regole. Proseguiremo ad investire anche nella mediazione e nei progetti di utilità sociale, in attesa che qualcosa si muova. Con insistenza chiederemo al Governo, ancora e ancora, che siano messi a disposizione uomini e mezzi. Dobbiamo consentire ai ferraresi di essere orgogliosi della loro civile disponibilità ad accogliere e non alla gogna per la paura di perdere la propria identità”.

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