Mar 2 Ago 2016 - 1090 visite
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Caos ambulanze: tutti contro Ausl e Pd

Sinistra Italiana, Fratelli d'Italia, Rifondazione Comunista ed M5S al fianco dei rappresentanti dei lavoratori per il ritiro della delibera

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Un’immagine del presidio sindacale dei lavoratori Cidas

Attacchi politici, interpellanze in consiglio comunale e rappresentanti dei dipendenti pubblici in rivolta contro la propria stessa azienda: non manca più nulla ormai nella bagarre scoppiata dopo l’assegnazione da parte dell’Ausl del 50% del servizio ambulanze del 118 a varie associazioni di volontariato della provincia. Una decisione che ha fatto risparmiare all’azienda circa 200mila euro, a scapito però dei lavoratori della cooperativa Cidas (esclusa in quanto non è associazione di volontariato) e che secondo sindacati e partiti di opposizione potrebbe innescare una pericolosa deriva nel mondo dei servizi pubblici, con il rischio di una dequalificazione di mansioni ad altra responsabilità o di favorire nuove sacche di lavoro nero.

E infatti a levare gli scudi al presidio permanente in piazza Savonarola oggi non sono solo i lavoratori della Cidas, le cui rappresentanze sindacali si dichiarano “contrarie a questa deriva che sta vedendo la sostituzione di posti di lavoro contrattualizzati e occupati da professionisti, con un volontariato che, in questa occasione, si trova in contrasto con i suoi valori originari”. Secondo i rappresentanti della Cidas “il volontariato deve avere una funzione integrativa e di supporto e non sostitutiva” e “deve essere un valore aggiunto, crediamo nel volontariato vero e gratuito”.

Al loro fianco si schierano infatti anche le rappresentanze sindacali di Ausl e ospedale Sant’Anna, che dichiarano “l’assoluto disaccordo” con la decisione della propria azienda. “Non si può gestire un servizio sanitario così importante per la collettività – affermano i dipendenti delle due aziende sanitarie provinciali – senza l’apporto essenziale di professionisti formati”. L’emergenza infatti “esula dalle prestazioni che possono garantire le associazioni di volontariato senza avere alle loro dipendenze del personale formato e che lo svolge da lavoratore professionista. Da cittadini e da rappresentanti dei lavoratori della Sanità Pubblica chiediamo che venga ritirata la delibera”. Anche le rsu delle aziende pubbliche pongono l’accento su “questa deriva ideologica” che “ci preoccupa soprattutto perché apre la possibilità alla esternalizzazione e alla denaturazione dei servizi sanitari la cui essenzialità e per noi un fatto imprescindibile”.

Leonardo Fiorentini

Leonardo Fiorentini

Sul fronte politico, è il consigliere comunale eletto nelle liste di Sel (ora Sinistra Italiana) Leonardo Fiorentini a depositare la prima interpellanza ufficiale, in cui chiede alla giunta del sindaco Tiziano Tagliani di intervenire affinché la delibera Ausl venga ritirata e la Regione modifichi il “discutibile orientamento” che attualmente equipara associazioni di volontariato a personale interno e ditte specializzate e sul quale di conseguenza poggia la decisione dell’Ausl. Anche Fiorentini sottolinea le contraddizioni contenute nel ‘rassicurante’ comunicato stampa pubblicato in cui l’Ausl sosteneva che “è stato ribadito il ruolo del volontariato, confinato alla sola attività di trasporto infermi […] mentre non è in nessun modo prevista alcuna forma diversa di gestione, per quanto attiene qualsiasi altro servizio”. “Anche con la lettura reiterata della precisazione – afferma Fiorentini – le intenzioni della dichiarazione non risultano chiare”. E infatti il consigliere termina chiedendo lumi alla giunta su “quali siano i “’qualsiasi altri servizi’ in ambito di trasporto sanitario affidati a cooperative o soggetti esterni”.

Paolo Spath

Paolo Spath

Anche Fratelli d’Italia scende in campo con il proprio portavoce Paolo Spath (che è anche medico al Sant’Anna)secondo cui “la sanità deve essere dei professionisti” e “la salute e soprattutto la gestione delle emergenze è qualcosa di delicato che richiede costante allenamento, grande preparazione, mezzi adeguati”, anche a “garanzia del servizio migliore per i pazienti e per i lavoratori stessi”. Spath specifica che “i volontari sanitari, quelli veri, svolgono una mansione di solidarietà e di supporto importante e spesso imprescindibile”, ma che “esistono differenze di ruoli e di mansioni, che devono essere chiaramente specificate e stabilite dalla Regione che non può venire meno al proprio ruolo di legislazione: questo lo pretendiamo per non fare confusione e per dare il miglior servizio possibile alla salute di tutti. E la logica non può essere quella del risparmio, a tutti i costi. Ma serve innanzitutto rispetto reciproco tra chi poi sul campo (sia un medico, un infermiere, un Oss un autista, un volontario, un dipendente, un libero professionista o una strutturato), senza distinzioni ed etichette, nel momento in cui va a soccorrere, ad aiutare o a trasportare un paziente è un ‘collega’”.

Stefania Soriani

Stefania Soriani

Dello stesso avviso anche Stefania Soriani di Rifondazione Comunista, che sottolinea in particolare il rischio di favorire il lavoro irregolare: “Esiste una sostanziale differenza tra un’impresa ed un’associazione, la prima investe nel miglioramento del servizio, la seconda può solo fungere da supporto. Il volontariato è un’ottima risorsa con condivisibili finalità, purchè non vada a discapito del lavoro di professionisti correttamente retribuiti, a favore di più economici “rimborsi spese”, che non possono che favorire il lavoro nero; il tutto per contenere i costi in un’ottica di “efficienza del bilancio”. In poche parole il risparmio al posto della salvaguardia della salute nell’essere umano; tramite l’affido in questo caso, di un soccorso d’emergenza ad un autista generico che presumibilmente svolgerà tale attività come complementare, dopo ore di lavoro regolare”. Secondo la Soriani, la decisione dell’Ausl rientra in un contesto più ampio di depotenziamento dei servizi pubblici: “Ovviamente non si tratta di un caso isolato nella regione, o a livello nazionale, è tutto all’interno della più generale “azione di scure” di inaccettabili tagli, che si stanno abbattendo sulla sanità, quale convenienza economica anche nel caso delle emergenze più gravi, l’arrivo di soccorso qualificato in pochi minuti, infatti può essere decisivo per salvare una vita. Una sanità pubblica che invece dovrebbe essere rilanciata, a dispetto delle ricette di BCE e Confindustria, che continuano l’offensiva della loro lotta di classe scaricando sulle categorie più deboli gli effetti nefasti della crisi capitalistica. Si tratta di un’esplicita manovra del governo volta a smantellare definitivamente il servizio pubblico per favorire nuove privatizzazioni, motivate come lotta agli sprechi”.

Vittorio Ferraresi

Vittorio Ferraresi

Ancora più duro Vittorio Ferraresi del Movimento 5 Stelle, secondo cui per il Partito Democratico “la logica economica è la musa ispiratrice di tutte le sue scelte politiche, anche quando di mezzo c’è il discrimine tra vivere e morire. In provincia di Ferrara si sta applicando la circolare regionale che indica come “prioritario” l’affidamento ad associazioni di volontariato del servizio di soccorso e trasporto delle ambulanze. Ambulanze senza medici e con personale che viene dal volontariato, motivato esplicitamente con l’esigenza di contenere i costi. Riteniamo tutto il percorso intrapreso dalla Regione E.R. in materia sanitaria, ed ancor di più in merito all’emergenza/urgenza, scellerato, irresponsabile, cinico – conclude Ferraresi – ogni ricaduta negativa che avrà sul diritto alla salute dei cittadini è responsabilità di chi ha voluto fare queste scelte, naturalmente sotto l’aspetto politico ma eventualmente anche nei suoi risvolti penali”.

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