Cronaca
9 Dicembre 2009
Tre giovani arrestati per estorsione dai carabinieri di Ferrara

Finti poliziotti chiedono soldi ai clienti di prostitute

di Redazione | 3 min

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I tre giovani arrestati per estorsione

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Chiedevano soldi ai malcapitati, preferibilmente clienti di prostitute (le vittime migliori dato la situazione imbarazzante in cui venivano a trovarsi), per soprassedere a multe e sanzioni. Il tutto spacciandosi per poliziotti, con tanto di distintivo.

Non si sa ancora se quello scoperto dai carabinieri della Compagnia di Ferrara sia un fatto isolato o meno, fatto sta che all’1 di ieri notte i militari della stazione di via del Campo, dopo una richiesta pervenuta alla centrale operativa, si sono portati in via Bologna, all’altezza della ditta ”Idrosart”, dove era stato segnalato un controllo “sospetto”, effettuato da tre giovani che, dopo essersi qualificati come appartenenti alle forze di polizia, si erano allontanati a bordo di una vettura.

I militari, giungendo sul posto ma ancora all’oscuro dei particolari del caso, avevano notato una Opel Tigra nera entrare, stranamente vista l’ora, nel parcheggio del vicino Mc Donald’s. Arrivati dunque nella zona dell’Idrosart, hanno parlato con la donna che aveva chiamato il 112, una prostituta uruguayana.

La sudamericana ha così riferito al militari che poco prima, mentre era stata avvicinata da un potenziale cliente, è stata avvicinata da una Opel Tigra di colore nero con a bordo tre persone, dalla quale è sceso un giovane che si era qualificato come appartenente alla polizia esibendo un tesserino di riconoscimento. Quest’ultimo, dopo aver visionato i documenti di identità dei due malcapitati, ha minacciato l’uomo di ritirargli la patente, di sequestrargli l’auto e di multarlo per 600 euro in quanto era stato sorpreso in un luogo pubblico con una prostituta. 

Confidando quindi sul fatto che il cliente non avrebbe denunciato nulla, data la situazione imbarazzante in cui si era messo, gli ha detto di essere disposto a soprassedere in cambio di un compenso di 180 euro in denaro contante. A quel punto il cliente, effettivamente impaurito, ha consegnato la somma al giovane, allontanandosi in tutta fretta per paura di subire altre conseguenze.

C’è voluto poco a questo punto ai militari per portarsi presso il parcheggio del Mc Donald’s, dove avevano notato precedentemente la Tigra segnalata e, con l’ausilio di un equipaggio del nucleo radiomobile, giunto nel frattempo, hanno proceduto al controllo dei suoi tre occupanti.

A bordo c’erano Giovanni Cominato, 23enne di Rovigo, operaio, incensurato, Mattia Orlandi, copparese di 26 anni, disoccupato e già con precedenti alle spalle, e Cristian Farinelli, 28 anni, anche lui di Copparo, disoccupato, con precedenti.

È bastata una prima perquisizione per trovare addosso a Farinelli, seduto sul lato passeggero,  proprio la somma contante di euro 180 e, sotto il sedile da lui occupato, un tesserino di riconoscimento palesemente falso sul quale era apposta una sua fotografia.

Il tesserino e il denaro sono stati  posti sotto sequestro e, a conclusione degli accertamenti di rito, i tre sono stati arrestati per estorsione in concorso (per Farinelli si è aggiunta la denuncia per sostituzione di persona, essendosi qualificato come agente di polizia). I tre sono stati condotti in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le circostanze e le modalità adottate, come il finto tesserino e la scaltrezza con cui è stata compiuta l’estorsione, fanno ritenere agli inquirenti che il fatto non sia occasionale e circoscritto all’episodio di ieri. Su questo versante continuano le indagini dei carabinieri guidati dal maggiore Gabriele Gainelli che vaglieranno eventuali altre segnalazioni di questo genere.

E proprio in merito alle segnalazioni di cittadini e alla loro importanza arriva una sollecitazione dagli investigatori dell’Arma. Chi sia rimasto vittima di un episodio analogo riconducibile ai tre, e non lo ha denunciato per timore di conseguenze di qualsiasi genere, si può rivolgere con la garanzia della riservatezza e dell’anonimato ai carabinieri di via del Campo, a Ferrara, che seguono le indagini, coordinati dalla pm  Angela Scorza.

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