20 Maggio 2010
Le domande pubbliche che Gasparini rivolge alle autorità sul polo chimico

Normalissime torce di emergenza

di Marco Zavagli | 4 min

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“Vi sembra tutto regolare?”. È quanto grida Luigi Gasparini in una lettera inviata a tutte le autorità possibili che a livello locale possono essere competenti in materia di ambiente e petrolchimico. In calce alla missiva firmata dall’arcinoto “medico igienista preoccupato per la salute pubblica”, come ormai usa firmare i suoi testi da quando è uscito da Medicina democratica (pur mantenendo cariche come referente per la Provincia di Ferrara dell’Associazione Medici per l’Ambiente Isde Italia), compaiono il sindaco Tagliani, l’assessore alla Sanità Sapigni, la presidente della Provincia Zappaterra. il presidente della Regione Errani, il direttore regionale dell’Arpa e tanti altri.

Il motivo di questa chiamata a rapporto sta nella richiesta di spiegazioni “relativamente all’impatto ambientale e sanitario determinato dalla frequente entrata in funzione delle torce d’emergenza delle ditte del polo chimico di Ferrara”.

E questo perché proprio Gasparini si è trovato di fronte per l’ennesima volta a qualcosa che secondo lui merita chiarimenti. L’episodio risale a due mesi fa, era la sera del al 18 marzo: “Attorno alle 22-23, entrò in funzione la torcia d’emergenza di Yara. Già dalla zona dei Giardini del Grattacielo era visibile una fiamma fumosa alta circa 40-50 metri che determinava un elevatissimo inquinamento acustico”. L’ambientalista si recò personalmente nell’area circostante la torcia, “dove erano anche ben percepibili esalazioni moleste”. Non avendo notato nella zona la presenza di operatori delle nostre istituzioni, o di autorità competenti per il controllo e visto che l’inquinamento atmosferico e acustico perdurava, “anzi diventava sempre più intenso – sottolinea – ho segnalato il fatto  alla Polizia municipale ambientale del Comune di Ferrara”.

Dall’altra parte della cornetta arrivò un rassicurante “è tutto regolare”. L’operatore rispose che poco prima era arrivato un fax in cui la ditta Yara annunciava che “a causa di un inconveniente ad un impianto è entrata in funzione la torcia di emergenza, la quale potrebbe rimanere in funzione per 24 ore”. Lo stesso fax sarebbe stato inviato agli uffici del Servizio Ambiente del Comune e di Arpa “intorno alle 23 – sottolinea Gasparini -, quando pero detti uffici sono chiusi”.

Il medico, imperterrito, chiese all’operatore di allertare telefonicamente Arpa e Ausl “per far loro verificare rispettivamente l’impatto ambientale e sanitario determinato dall’elevatissima fiamma fumosa della torcia e dall’elevatissimo inquinamento acustico determinato”.

Nella speranza che la sua richiesta sia stata esaudita, Gasparini ha rivolto alle autorità preposte alcune domande.

Domande private (riportate qui di seguito) che però richiedono una risposta pubblica:

– Esistono disposizioni scritte e/o un protocollo in merito agli interventi congiunti da attuare da parte degli enti competenti in caso di entrata in funzione delle torce di emergenza del Polo chimico?

– E’ da ritenersi credibile un allertamento degli enti competenti con fax inviati di notte e nei giorni festivi quando gli uffici di questi enti sono chiusi?

– Sono da ritenersi credibili le affermazioni fatte dagli operatori delle ditte del Polo chimico relativamente alle sostanze chimiche bruciate e alla loro quantità, senza alcun riscontro oggettivo da parte degli enti di controllo?

– Sono da ritenersi credibili le affermazioni fatte dagli operatori delle ditte del Polo chimico relativamente alle sostanze chimiche emesse dalle torce e alla loro quantità, senza alcun riscontro oggettivo da parte degli enti di controllo sia sulle sostanze chimiche bruciate in maniera estremamente forzata e incompleta sia sulle sostanze chimiche emesse?

– E’ stata verificata qualche volta la quantità di particolato carbonioso emesso in occasione dell’entrata in funzione delle torce d’emergenza?

– Sono stati ricercati qualche volta i componenti chimici tossici e/o cancerogeni potenzialmente presenti in suddetto particolato carbonioso?

– Sono state effettuate qualche volta rilevazioni dell’inquinamento acustico prodotto dalle torce d’emergenza?

– Sono stati rilevati qualche volta con strumentazioni oggettive gli odori provenienti in generale dal Polo chimico ed in particolare durante l’entrata in funzione delle torce d’emergenza?

– Esiste un monitoraggio della frequenza e della durata, totali nel tempo e come media annua, dell’entrata in funzione delle torce d’emergenza?

– Esiste almeno una stima della quantità assoluta di inquinanti tossici e/o cancerogeni emessi mediamente ogni anno dalle torce d’emergenza?

– il dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl ha mai effettuato studi sul possibile impatto sanitario sulla popolazione soprattutto infantile determinato dalla frequente entrata in funzione di queste torce d’emergenza e basato su dati analitici oggettivi forniti da Arpa?

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