
Loris Gassa e Gabriele Alessandri
“Grazie alla stampa e alla guardia di finanza”. Non è una battuta quella del presidente di Area Loris Gadda, che ha deciso di convocare taccuini e microfoni per chiarire “ogni aspetto sia a conoscenza dell’attuale cda”. “Sono convinto – ha esordito l’ex sindaco di Lagosanto – che i media stiano facendo un buon lavoro; il problema è chi riferisce ai giornalisti cose non corrette. Area si trova in questo momento esposta a un fuoco di fila che atterrerebbe anche un bisonte infuriato: invito tutti, anche i soci di Area, alla calma”.
Il nuovo cda, in carica da poco più di tre mesi, vuole chiarire quanto ereditato dal passato e rassicurare su quanto avverrà nell’immediato futuro. Precisamente prima di fine maggio, quando dovrà presentare il nuovo piano industriale, mentre per giugno è attesa l’assemblea dei soci.
“Che emerga la verità è il nostro unico interesse – garantisce Gadda -; se ci sono stati degli errori, i responsabili devono essere chiamati a risponderne. Chi spara sull’azienda senza conoscere i fatti, invece, non vuol bene ad Area. Se sa qualcosa, vada invece in procura ad aiutare gli inquirenti”.
Partiamo… dalla fine. Le società estere. “La decisione immediata del nuovo cda – afferma il presidente – è quella di dismetterle”. Ma quali sono queste società? In Senegal è stata costituita da Area Impresa (società di intermediazione per il settore rifiuti) Adk (per la raccolta rifiuti in alcuni quartieri di Dakar), con oltre 70 dipendenti, detenuta al 100% e finanziata con 484mila euro (capitale sociale 20mila euro). Per la sua cessione è già stato pubblicato il bando.
Area International è una società detenuta al 49% da Area Impresa e al 51% da una società degli Emirati Arabi Uniti (“come prevede la legislazione finanziaria del paese arabo”, chiarisce il direttore Raffaele Alessandri). È stata finanziata con 236mila euro da Area Impresa (capitale sociale 14mila euro), anche se, paradossalmente, “il nuovo cda non conosce nemmeno quale fosse il relativo progetto industriale”: in parole povere non si saprebbe perché è stata costituita. Queste due società sono costate 750mila euro.
Viene poi la Spl Gulf, partecipata al 49% da Area Impresa, finanziata con 164mila euro provenienti dal bilancio di quest’ultima. Anche questa sembra un’attività “fantasma”, nel senso che non avrebbe prodotto nulla di concreto. Attualmente è in liquidazione.
In totale si contano 915mila euro di costi.
Da dove veniva tutto questo denaro? “Le entrate della discarica – risponde Gadda – servivano a coprire i costi delle tariffe, che non erano in questo modo totalmente a carico dei cittadini. Il resto è servito per finanziare le attività estere: possiamo dire quindi che nessuno ha toccato i soldi dei cittadini”.
Quanto alla Mauritania, “la Provincia di Ferrara, il comune di Copparo come capofila sei soci di Area, la stessa Area e una società locale, Adid, hanno finanziato un progetto di cooperazione internazionale volto a migliorare la raccolta rifiuti nella zona”. Il tutto è costato poco meno di 200mila euro e in questi giorni si sta concludendo la fase operativa.
Spunta poi un progetto in Moldavia (si tratta di uno studio di fattibilità, che non prevede costituzioni di società in loco), il progetto Sea, acronimo per System of Energy authonomy, pensato per la cittadina di Foresti, 50mila abitanti, dove sorgerà una micro centrale a biomasse. Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 40mila dalla Comunità europea ed è stato giudicato di grande qualità dagli Affari esteri dei due Paesi. Costerà 80mila euro (di cui 40mila di provenienza europea). “I risultati che otterremo in Moldavia – aggiunge Alessandri – potrebbero essere utili anche da noi, vista la conformità geologica molto simile dei due territori”.
Un’altra rassicurazione arriva sul fronte Amia: “non ci sono rapporti con società attive nello smaltimento dei rifiuti in Sicilia; se qualche soggetto ne ha avuti, lo ha fatto a titolo personale e non come Area”.
Veniamo al bilancio consuntivo 2009 di Area spa. “Si chiuderà con una perdita di 1 milione 955mila euro”. Parola del presidente. Le voci “meno” corrispondono a 326mila di spese per Area Impresa, 445mila per il progetto Riusa (che in totale costerà all’azienda di via Volta attorno ai 900mila euro), 250mila stanziati per il fondo di accantonamento e ripiano per le perdite delle società controllate.
“Area ha riserve di 2 milioni e 55mila euro – aggiunge Gadda – e questo fondo servirà a coprire completamente il disavanzo lasciando intatto il capitale sociale che ammonta a 5.579mila euro: ci sono tutte le condizioni per una ripresa seria e attenta della società”.
Entro maggio verrà presentato il nuovo piano industriale, “basato – garantisce i presidente – su una autentica rivoluzione ambientale del sistema di raccolta e di impiantistica”. Sarà pronto tra 15 giorni e verrà presentato ai soci e ai sindacati a fine mese”. Arrivano parole di rassicurazione sia sul fronte occupazionale che industriale, mentre per quanto riguarda i meccanismi interni “la gestione totale verrà affidata al direttore, che risponderà al consiglio al quale spetta l’indirizzo di gestione e il controllo”.
Gadda rassicura anche i sindaci sul fronte bollette, promettendo che “non ci sarà nessun aumento tariffario”, mentre sul fronte brevetti Riusa “ci siamo già attivati con un accertamento tecnico preventivo per rientrarne in possesso”.
“Noi vogliamo fare servizi di qualità – conclude Gadda -. Gli imprenditori lo facciamo fare ad altri”.
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