Della crudezza di quelle immagini registrate dalla videocamera del circuito interno della caserma di via Carmine della Sala si sapeva. Ma vederle dal vivo, dallo schermo della televisione, durante il telegiornale, l’effetto è ancora più forte. Il Tg3 ha mandato in onda ieri sera, alle 19, il video (http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/Page-2e4c8408-c4ee-4eb3-abdb-86b4cc525b57.html#) del pestaggio avvenuto a Ferrara lo scorso 24 febbraio.
“Le immagini sono sfocate ma chiare”, afferma il commento della giornalista Francesca Lagorio, che descrive “due ragazzi ammanettati e un carabiniere che ne butta uno a terra. Da destra entra un terzo ragazzo (dovrebbe essere il 21enne nigeriano, come scrivemmo lo scorso 2 aprile quando scoppiò il caso: http://www.estense.com/botte-caserma-accusa-contro-carabiniere-039577.html, ndr), completamente nudo”. Quest’ultimo “si ferma e con le mani giunte guarda verso i carabinieri. Trenta minuti dopo arriva un altro militare con un manganello. Va verso i ragazzi e li colpisce mentre sono a terra inermi e ammanettati”. Dopo verranno i sanitari del 118 a portare via in ambulanza il ragazzo di colore.
Il video (sul quale è già stata depositata una consulenza, firmata dal tecnico Alessandro Faccini, chiesta dalla procura di Ferrara per pulire le immagini) è stato consegnato alla Rai dall’associazione A buon diritto, che ha pubblicato sul proprio sito la versione integrale delle drammatiche sequenze (http://www.abuondiritto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=259:-le-forze-dellordine). “Qui (in caserma, ndr), quattro giovani stranieri, arrestati in stato di ebbrezza per resistenza a pubblico ufficiale, sono stati trattenuti per ore – si legge su www.abuondiritto.it -. Ma uno dei fermati ha subìto pesanti maltrattamenti e violenze e colpi inferti con manganello a opera di uno, e forse non solo uno, appartenente all’Arma […] un giovane uomo, ammanettato, totalmente inoffensivo e non in grado di difendersi, viene aggredito, colpito con lo sfollagente, buttato per terra. Proverà a rialzarsi per due volte e per due volte verrà colpito. Senza che alcuno gli presti soccorso”.
Per quei fatti è incorso un processo a carico dei quattro ragazzi per resistenza a pubblico ufficiale, lesione personale, danneggiamento aggravato, rifiuto d’indicazione sulla propria identità personale, molestia e disturbo alle persone.
Uno dei carabinieri, invece, un 44enne in servizio presso l’unità radiomobile, è indagato per lesioni aggravate.
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