Mesola
9 Gennaio 2015
Interventi della polizia provinciale a Bosco Mesola e Jolanda di Savoia. Multe e reti sequestrate

Blitz anti bracconaggio, quintali di carpe liberate

di Redazione | 2 min

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polizia provinciale pesca bracconaggio 1Scoperto e sanzionato un rodigino che stava pescando senza licenza nel canale Bel Bosco, in territorio Bosco Mesola, e sequestrati 70 metri di reti del tipo tramaglio, oltre ad una sanzione amministrativa di 260 euro.

È il risultato di un’operazione messa a segno dalla Polizia provinciale impegnata nel contrasto al bracconaggio nella pesca, che ha portato alla liberazione di circa cinque quintali di carpe rimaste impigliate nelle reti.

Un secondo pescatore di mestiere proveniente da Rosolina (Rovigo) è stato sanzionato nei giorni successivi dagli uomini in divisa della Provincia, in collaborazione con una guardia ecologica volontaria, perché aveva calato nelle acque del canale Leone a Jolanda di Savoia 200 metri di reti tipo tramaglio.

L’intervento degli agenti del Castello Estense ha portato al sequestro delle reti e a una sanzione di 200 euro. Conseguenza inevitabile del completo sbarramento dell’intero corso d’acqua e del fatto che i tramagli erano stati sistemati in zona non riservata ai pescatori di mestiere.

Anche in questo caso il pesce trovato nelle maglie delle reti è stato liberato: in tutto quasi un quintale di carpe di grossa taglia.

“Sono grato ai colleghi e ai volontari impegnati nel contrasto del bracconaggio – dice un soddisfatto comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli – perché le loro azioni rappresentano un freno efficace rispetto a un’attività illegale purtroppo in aumento, che contribuisce al depauperamento del patrimonio ittico del nostro territorio”.

Polizia provinciale pesca bracconaggio 2Il comandante lancia poi un appello ai cittadini: “ Chiunque veda situazioni ritenute non lecite trascriva i numeri di targa, se possibile, e si rivolga alle Forze dell’ordine”.

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