Salute
12 Ottobre 2026
Eccesso di peso per oltre un bambino su quattro: secondo i dati dell'Ausl, il 17,5% degli alunni delle primarie è in sovrappeso e il 9% presenta obesità

A Ferrara quattro adulti su dieci in sovrappeso o obesi

di Redazione | 5 min

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A Ferrara quattro adulti su dieci hanno un peso superiore a quello considerato nella norma, mentre più di un bambino su quattro presenta sovrappeso o obesità. È il quadro che emerge dai dati diffusi dalle aziende sanitarie ferraresi in occasione della Giornata nazionale dell’obesità, che si è celebrata sabato 10 ottobre. Numeri che riportano l’attenzione su una condizione sempre più rilevante per la salute pubblica e sulla necessità di rafforzare la prevenzione e i percorsi di cura.

Secondo il sistema di sorveglianza Passi, relativo al periodo 2022-2024, nel territorio ferrarese il 40% degli adulti tra i 18 e i 69 anni presenta un eccesso ponderale, una percentuale sostanzialmente in linea con la media dell’Emilia-Romagna, pari al 42%. A livello regionale, il 31% della popolazione adulta è in sovrappeso e l’11% presenta obesità.

A preoccupare è anche la diffusione del fenomeno tra i più piccoli. L’ultima rilevazione disponibile di “OKkio alla Salute”, condotta nel 2023 su un campione di 517 bambini delle scuole primarie del Ferrarese, mostra che il 17,5% è in sovrappeso e il 9% presenta obesità, compreso un 1,2% con obesità grave. Complessivamente, dunque, il 26,5% dei bambini esaminati presenta un eccesso ponderale.

Un problema che si intreccia anche con altre patologie croniche. Tra le persone con diabete seguite dai servizi sanitari del Ferrarese, circa il 40% di quelle con diabete di tipo 2 e il 15% di quelle con diabete di tipo 1 presenta obesità. Una condizione che può complicare il quadro clinico e richiede interventi capaci di considerare contemporaneamente il metabolismo, il rischio cardiovascolare e quello renale.

“Oggi curare il diabete significa guardare oltre la glicemia – afferma Marcello Monesi, direttore dell’Unità Operativa di Diabetologia Territoriale dell’Ausl di Ferrara -. Nella persona con diabete e obesità dobbiamo considerare insieme controllo metabolico, peso corporeo, rischio cardiovascolare e renale e qualità di vita. L’obiettivo non è semplicemente perdere peso, ma migliorare complessivamente la salute e ridurre il rischio di complicanze”.

È in questo contesto che l’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara stanno aggiornando il Percorso Preventivo Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PPDTA) dedicato alle persone con patologie correlate allo stato di nutrizione. L’obiettivo è costruire una rete integrata tra servizi territoriali, ospedali, specialisti e attività di ricerca, superando la frammentazione degli interventi e garantendo continuità nell’assistenza.

Il percorso recepisce gli indirizzi regionali approvati nel 2024 e si inserisce nel nuovo quadro normativo introdotto dalla legge 149 del 2025, che riconosce l’obesità come malattia cronica. Una patologia complessa, che non può essere ricondotta esclusivamente alle scelte individuali e che aumenta il rischio di sviluppare diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, insufficienza renale, patologie respiratorie e alcune forme di tumore.

“La Regione ci ha indicato con chiarezza la direzione: costruire una rete trasversale fondata sulla continuità tra territorio e ospedale e sul lavoro multiprofessionale”, spiega Angelina Passaro, responsabile del Centro per lo Studio e il Trattamento delle Malattie del Metabolismo, Aterosclerosi e Nutrizione Clinica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e coordinatrice del percorso. “Grazie al sostegno organizzativo dell’Azienda Usl e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, stiamo mettendo in relazione competenze già presenti e consolidate. L’obiettivo è indirizzare ogni persona verso il livello assistenziale più appropriato e garantirle continuità nel tempo”.

La prevenzione comincia dal territorio, attraverso il lavoro dell’Unità Operativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN), in collaborazione con la Medicina dello Sport, i medici di famiglia, i pediatri, le scuole e le associazioni. Dal 2017 è attivo il progetto “Bimbi in forma”, che accompagna bambini e adolescenti con sovrappeso o obesità e le loro famiglie verso abitudini alimentari e motorie più salutari, attraverso un percorso che coinvolge dietista, medico e chinesiologo.

“Sovrappeso e obesità sono una sfida di sanità pubblica che richiede risposte coordinate e un’alleanza tra professionisti, servizi e comunità – sottolinea Cristina Saletti, direttrice dell’Unità operativa –. Al centro resta la persona, con i suoi bisogni e il suo contesto di vita. Promuovere una corretta alimentazione significa oggi anche riconoscere la pluralità di culture e tradizioni alimentari presenti nelle nostre comunità”.

Per gli adulti sono previsti percorsi educativi individuali e di gruppo, mentre nelle scuole il Sian interviene attraverso la valutazione dei menù della ristorazione scolastica e progetti dedicati all’alimentazione. Un ruolo importante è svolto anche dalle dietiste, che elaborano indicazioni personalizzate sulla base delle condizioni cliniche, delle abitudini e dei bisogni delle persone, senza limitare la valutazione al solo peso corporeo.

La rete comprende inoltre la Nutrizione Territoriale, diretta da Caterina Marcello, che si occupa prevalentemente delle persone con malnutrizione per difetto e delle condizioni che richiedono interventi nutrizionali specifici. “Parlare di nutrizione significa considerare sia l’eccesso sia il difetto nutrizionale – osserva Marcello –. La nostra attività risponde soprattutto ai bisogni delle persone con malnutrizione per difetto, ma contribuisce anche a favorire la diffusione di una cultura della nutrizione, ad accrescere l’attenzione verso il rischio nutrizionale e contribuisce a rendere la popolazione e i professionisti del territorio più consapevoli dell’importanza di riconoscere precocemente tutte le forme di alterazione dello stato nutrizionale”.

Per i casi più complessi il riferimento è il Centro specialistico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, dove l’assistenza clinica si affianca alla ricerca sulle malattie metaboliche e alle sperimentazioni di nuovi trattamenti.

“La ricerca è parte integrante dell’attività del Centro – sottolineano Passaro e Riccardo Spaggiari, dirigente medico dell’Unità Operativa di Medicina Interna Universitaria –. Accanto agli studi di base e traslazionali conduciamo studi clinici e partecipiamo a sperimentazioni controllate su nuovi trattamenti. Questo ci consente di produrre nuove conoscenze, valutare in modo rigoroso strategie innovative e offrire ai pazienti selezionati l’accesso a nuove opportunità terapeutiche all’interno di protocolli attentamente monitorati”.

L’aggiornamento del percorso sanitario sarà accompagnato da nuove iniziative di sensibilizzazione. Nel 2027 sono infatti previste attività di formazione per i professionisti e informazione rivolte alla popolazione adulta e pediatrica, con il coinvolgimento di medici, scuole, famiglie e comunità locali.

Il tema scelto per l’Obesity Day 2026, “La salute parla tutte le lingue”, richiama proprio la necessità di rendere prevenzione e assistenza accessibili a tutte le persone, tenendo conto anche delle differenti condizioni sociali, culturali e alimentari. Un approccio che le aziende sanitarie ferraresi intendono tradurre in una rete di servizi capace di accompagnare i pazienti nel tempo, dalla prevenzione alla cura specialistica.

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