Lettere al Direttore
2 Aprile 2014

Goliardia, 50 anni tra Bacco, Tabacco e Venere

di Ruggero Veronese | 3 min

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2 Aprile 1964

Narra la leggenda che in una sera piovosa di Aprile due giovani studenti universitari ferraresi decisero di fondare un nuovo Ordine goliardico a Ferrara e di chiamarlo Ordine de li Cavalieri de li Scacchi. Da allora incredibilmente sono passati già 50 anni, mezzo secolo di Goliardia con la G maiuscola dove il gioco e lo scherzo verso l’autorità e il popolo bue è stato portato avanti con orgoglio da tanti giovani studenti universitari.

Mezzo secolo che ha visto sfilare davanti a sè il ’68, l’emancipazione femminile con finalmente anche le donne a far parte della goliardia, gli anni di piombo con la paura e la difficoltà di sorridere, gli anni ’80 e ’90 in cui  molti giovani rifiutavano la goliardia in cerca di ebbrezze maggiori e gli anni 2000 con l’avvento di internet , tablet e smartphone.

Eppure i mantelli neri con l’Aquila rossa  e i goliardi borchiati di giorno e di notte si aggirano ancora per la città, portando avanti un bellissimo gioco, fatto di ironia, di amicizia e di scherno, con la capacità una volta laureati di portarsi dentro, nel ben più duro gioco della vita, quel giovane ragazzo che anni prima si affacciava al mondo universitario.

Così oggi tanti lavoratori, medici, ingegneri, notai, economi, letterati, avvocati di Ferrara e d’ Italia sono membri di questo bellissimo Ordine; già anche d’Italia, perchè Ferrara ha da sempre accolto tanti fuorisede e molti di loro sono Scacchi e hanno giocato e giocano ad un gioco bellissimo che ti insegna a ridere della vita, a non giudicare il tuo prossimo dal vestito o dal portafoglio, di ridere anche del dolore e di crescere non solo come laureandi ma soprattutto come uomini.

Grazie allora Vittorio Basteri  “Tojo” e  Gentile Gentili Spinola “Gin” che in quella sera di Aprile non vi siete messi a studiare nè siete andati a bere, ma avete usato la fantasia per creare un nuovo Ordine a Ferrara e grazie a tutte le matricole processate negli anni che sono restate, che hanno capito questo gioco e lo hanno portato avanti e che nelle notti piovose si sono aggirate per la città in vena di scherzi, che hanno “rapito ” Walter Chiari, che hanno scherzato con Verdone e con Rita Levi Montalcini, che si sono divertiti, che hanno pianto, che si sono laureati, che non si sono laureati, che ancora oggi giocano in nome di Bacco, Tabacco e Venere.

50 anni sono passati da quel lontano 2 Aprile del 1964 e da oggi, per una settimana, il nostro stemma sventolerà dalle finestre del Comune di Ferrara (lato Corso Martiri e lato Piazzetta Municipale), un onore che la città rende ad un antico Ordine Goliardico che l’ha fatta arrabbiare e anche sorridere.

Grazie Scacchi, grazie Ferrara per avermi fatto diventare quella che sono, grazie “ragazit” di oggi e di ieri per l’amicizia che ancora ci lega e ci fa ritrovare anche quest’anno tutti insieme davanti ad un bicchiere di vino, con una canzone, con un ricordo, con un sorriso, con una lacrima, con un po’ di malinconia e con una risata.

Tanti auguri Scacchi, buon 50ennale a chi ci sarà , a chi non potrà venire per i propri impegni e a chi non c’è più e vorrebbe brindare con noi….ancora tutti uniti  come sempre ci ritroveremo in un sentito “Bianche e Nere Casacche”.

Vittoria Basteri

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