Lettere al Direttore
1 Ottobre 2026

Tra dieci anni sarò ancora vivo?

di Redazione | 2 min
Come è noto sull’acquisto dei medicinali e sulle spese mediche è prevista una detrazione del 19%, che a mio avviso dovrebbe essere innalzata almeno al 25%, tenendo conto dell’aumento dei prezzi, dei ticket sempre più gravosi e del costo (pure aumentato) delle visite mediche e degli esami di laboratorio.

Ma pare che a partiti e sindacati poco importi di questa situazione e neppure del fatto che le addizionali Irpef (regionale e comunale) si calcolino sul reddito imponibile senza tener conto delle detrazioni..

Vi è poi un altro aspetto importante che penalizza gli anziani.

Io ho 77 anni e la mia aspettativa di vita è pari a 81,4 anni secondo le stime più recenti.

Ebbene, avendo sostenuto spese di non poco conto per ristrutturare il mio appartamento (spese che secondo Regione e Comune non devono incidere sulla determinazione delle addizionali loro spettanti !!!)  ho diritto ad una detrazione del 50%, che però deve essere “spalmata” su 10 anni. Ogni anno, cioè, lo Stato mi consentirà di “scalare” un decimo della detrazione complessiva, pari alla metà delle spese sostenute e dichiarate.

Ma arriverò a 87 anni? Fra dieci anni sarò ancora vivo?

Io spero ovviamente di campare anche oltre tale limite, ma non so quando l’Onnipotente deciderà il momento in cui dovrò lasciare questa terra.

Orbene, fino al 31 dicembre 2011, gli ultrasettantacinquenni potevano ripartire la detrazione di cui sto parlando in 5 anni e gli ultaottantenni (udite udite!) In un triennio.

La “ratio” della norma era evidente e frutto (qualche volta capita…) di una saggia considerazione da parte del legislatore.

Tale norma, tuttavia, é stata cassata dal 2012 e nessuno, poi, ha pensato di ripristinarla, nel silenzio colpevole di partiti e sindacati.

Mi permetto dunque di rivolgere un appello ai parlamentari ferraresi della maggioranza e dell’opposizione: perché non presentate una proposta di legge finalizzata al ripristino della precedente normativa?

E mi rivolgo pure ai sindacati (specialmente a quelli !tipo SPI-CGIL o simili) che dovrebbero tutelare I pensionati, ma spesso si interessano di problemi generali come la pace (e fanno bene, per carità) dimenticando però i problemi reali delle categorie rappresentate.

Non è ora di darsi una mossa?

A volte ci si chiede perché tanti cittadini non vanno più a votare. Ebbene, citando Marzullo, dico a partiti e sindacati : fatevi una domanda e datevi una risposta.

Luciano Gatti 

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